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Zanini alla guida del Pd di Fabbrico: «Dobbiamo uscire e ricucire i rapporti»

Elisa Pederzoli
Zanini alla guida del Pd di Fabbrico: «Dobbiamo uscire e ricucire i rapporti»

Il giovane Dem eletto dal circolo locale

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Fabbrico «Ho deciso di accettare la richiesta del direttivo e di presentare la mia candidatura a segretario del Circolo Pd di Fabbrico, perché credo che la mia generazione debba iniziare ad assumersi delle responsabilità». Con queste parole è partito ufficialmente il mandato di Andrea Zanini, neo segretario del Pd locale. Mercoledì sera il congresso non ha riservato sorprese: la sua è stata l’unica candidatura arrivata e ha incontrato l’unanimità dei votati. Succede a Luca Parmigiani, che ha ricoperto lo stesso ruolo nel mandato precedente.

Ventisei anni, laureato in Scienze Politiche, è rientrato da pochi mesi da un’esperienza a Bruxelles ed è consigliere comunale di maggioranza. «Se oggi sono qui è perché l’ho scelto, perché nonostante la lontananza, Fabbrico e i valori che si porta a dietro continuavano ad essere la mia bussola» ha detto. Il suo attivismo è iniziato prestissimo. «Ho scelto inizialmente la politica perché fin da giovane era l’unica strada che potevo percorrere per ottenere quei diritti che ancora oggi non mi sono garantiti. Se sono qui oggi, lo devo anche alla lungimiranza di una persona, che all’età di 16 anni ha preso per mano me e la mia rabbia e assieme ad altri coetanei ha dato vita a un gruppo di giovani “Domani, gente che spera”. Grazie Nazzarena Zanzini per quello che hai fatto» ha evidenziato mercoledì sera. E aggiunge: «Faccio parte della comunità Lgtb, il mio attivismo è legato alla volontà di cercare di cambiare rispetto a diritti che ancora oggi non ci sono garantiti, come una legge contro l’omotransfobia». Durante le primarie per la scelta del segretario nazionale, è stato una delle anime del gruppo reggiano che ha fatto campagna per Elly Schlein.

Riguardo ai prossimi passi, annuncia consultazioni anche attraverso l’apertura di tavoli tematici aperti alla cittadinanza in vista delle prossime elezioni. La prima parola è: ascolto.«È finito il tempo dove le scelte venivano prese all’interno di un piccolo gruppo, dobbiamo uscire, riallacciare i rapporti, ascoltare le necessità e i bisogni e valorizzare le potenzialità dei singoli individui della nostra comunità» ha annunciato.

«Il primo appuntamento sarà il pranzo del Primo maggio, per la festa dei lavoratori. Vogliamo continuare questa importante tradizione, che grazie ai volontari democratici continua ad esistere e che vede la presenza di esponenti e dirigenti locali e nazionali in un giorno così importante» ha detto.

Sul fronte provinciale, in quanto under 30, ha dato la sua disponibilità alla costituzione di un gruppo di giovani democratici della Bassa per portare le istanze dei paesi più piccoli all’attenzione. Con lui, ci saranno anche Imen Manghi di Boretto e Alex Begliardi di Novellara.l




 

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