Consumi, niente crisi per i telefoni. Meno auto nuove per le famiglie
L’Osservatorio Findomestic conferma la nostra provincia tra le regine della spesa. In Emilia Romagna calo per televisori e computer, sale l’acquisto di mobili
Reggio Emilia L’anno appena trascorso non s’è rivelato propizio per chi vende automobili, elettrodomestici, mobili, prodotti elettronici, informatici e telefonici. Il consumo dei beni durevoli è calato a causa del diminuito potere d’acquisto delle famiglie, i cui redditi, benché aumentati formalmente, nella sostanza non hanno tenuto il passo con l’inflazione dovuta al rincaro delle materie prime e dell’energia. Il 2021 aveva registrato un significativo recupero rispetto al 2020, l’“anno orribile” della pandemia. La ripresa, però, s’è accompagnata sui mercati mondiali ad una maggiore tensione dei prezzi, a cui la guerra in Ucraina ha impresso una spinta ulteriore.
La nostra è la regione della “motor valley”. Anche la passione per i motori, però, ha dovuto fare i conti con l’inflazione. L’anno scorso vi si sono spesi 210 milioni di euro in meno rispetto al 2021 per acquistare automobili nuove (-10,1%) e usate (-3,5%) , determinando un calo generalizzato dei consumi di beni durevoli pari al 2,7%. Secondo l’Osservatorio questi consumi in Emilia-Romagna nel 2022 si sono attestati a 6 miliardi e 168 milioni di euro in totale. Nonostante la diminuzione la nostra è risultata la terza regione italiana con la spesa complessiva più alta.
Le province emiliane hanno risentito di questa tendenza ma in modo inferiore rispetto all’Italia nel suo insieme. Ad esempio nell’ultimo anno a Reggio Emilia i consumi di beni durevoli sono diminuiti del 2,3%, meno della media regionale e italiana. I 720 milioni di euro spesi complessivamente dai reggiani corrispondono a 3.174 euro per famiglia, che collocano la provincia al 28° posto nella graduatoria nazionale. Lo certifica, sulla base di una dettagliata rilevazione analitica, l’Osservatorio dei Consumi di Findomestic, società partecipata al 100% da Bnp Paribas Personal Finance. La ricerca è stata compiuta in collaborazione con Prometeia nell’ambito della regione Emilia Romagna.
Nel mercato delle automobili la riduzione della capacità di spesa ha pesato soprattutto sui mezzi più costosi, incidendo più sul nuovo che sull’usato. Sempre restando in provincia di Reggio Emilia per la vendita delle auto usate si sono pagati in provincia 195 milioni, il 4% in meno che nel 2021. Con questa cifra è stato superato l’incasso per le auto nuove, che s’è fermato a 161 milioni, ben il 9, 2% in meno. È in controtendenza il segmento dei motoveicoli, che ha fruttato 18 milioni di euro, due in più rispetto al 2021, corrispondenti ad una crescita del 13, 5%, che colloca Reggio Emilia al 13° posto in Italia. È significativo (6,6%) anche l’incremento della spesa per i mobili, in totale 173 milioni. È rimasta invariata a 64 milioni, invece, quella per gli elettrodomestici. Si ripresenta il segno negativo per l’elettronica di consumo (Tv e Hi-Fi) , che ha procurato un giro d’affari di 24 milioni, il 18% in meno. È ammontato a 26 l’incasso per i prodotti informatici (meno 11,3%) .
È risultata in crescita, invece, la telefonia, che ha raggiunto i 60 milioni di euro di spesa totale, 263 a famiglia, pari al 4,6% in più. L’Osservatorio espone anche il quadro particolareggiato delle spese, mettendo a confronto il 2020 con il 2021, che ha segnato una crescita generalizzata, con il 2020, che evidenzia invece il prevalere delle contrazioni. Viene specificato anzitutto il reddito disponibile pro capite, che nella provincia è aumentato da 22.816 euro a 23.725 (più 4%) e l’anno scorso a 25.387 (più 7%). Si passa quindi alle immatricolazioni delle auto nuove, che sono scese da 28.100 a 27.838 per precipitare poi a 23.959. Per quanto riguarda le auto usate, quelle comprate dalle famiglie sono passate da 22.436 a 24.661 (più 9,9%) e infine a 22.157 (meno 10,2%).
È risultato in controtendenza, come si diceva, il mercato dei motoveicoli. Il numero di quelli venduti è aumentato da 1.774 a 1.950 (più 9,9%) e nel 2022 a 2.154 (più 10,5%). S’è dimostrato stagnante, in definitiva, quello degli elettrodomestici, che era cresciuto da 55 a 64 milioni di fatturato, ma l’anno scorso è rimasto fermo a questa cifra. Gli elettrodomestici di consumo avevano registrato un aumento da 20 a 29 milioni, poi ridotti a 24. La spesa relativa è ammontata per ogni famiglia reggiana nel 2021 a 127 euro (più 48,2%) ed è infine calata a 104 (meno 18%). Per i mobili si sono pagati nel 2020 complessivamente 136 milioni, 162 l’anno successivo (più 19,4%) e 173 nel 2022 (più 6,6%). I prodotti informatici erano rimasti sui 29 milioni, ma l’anno scorso sono calati a 26 (meno 11,3%) . La telefonia, invece, è salita 51 a 57 milioni (più 10,9%) e infine a 60 (più 4,6%).
Nell’insieme dell’Emilia Romagna l’Osservatorio Findomestic ha registrato una flessione dei consumi di beni durevoli in linea con la media nazionale ma più contenuta rispetto a quella delle regioni del nord-est (-3,4%). Ciò dipende anche dal fatto che il reddito medio della nostra regione è il terzo più alto d’Italia dopo quelli del Trentino-Alto Adige e della Lombardia. Nel 2022 è ulteriormente cresciuto del 6,6%. Modena è la città con la spesa media per famiglia più alta d’Italia. Anche il reddito medio degli emiliano romagnoli è il terzo più alto d’Italia, con 25.413 euro per abitante, e nell’ultimo anno ha avuto un incremento del 6,6%. Modena detiene per il 2022 i primati del maggior incremento di reddito in regione (+8,2%) e della spesa media per famiglia in beni durevoli più alta d’Italia (3.387 euro), nonostante un calo del 2,2% rispetto al 2021.
Ancora diversa la situazione della provincia di Ferrara, che si colloca al 47° posto in Italia per spesa ma con una flessione del 4,7%, la peggiore a livello regionale, finendo per piazzarsi all’86° posto su 107 province per quanto riguarda la crescita. Le famiglie ferraresi hanno speso in media 2.898 euro in beni durevole facendo passare in secondo piano soprattutto l’acquisto di aiuto nuove (-16,1%) e usate (-3,5%). A Ferrara non vanno bene nemmeno le moto, con un calo del 3%, anche in questo caso il dato peggiore della regione.
«La flessione dei consumi in beni durevoli che abbiamo registrato a livello nazionale nel 2022 – commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – si è verificata anche in Emilia-Romagna. Ad incidere non è stata solo la dinamica negativa dei mercati dell’auto, ma anche il calo a doppia cifra della spesa per l’elettronica di consumo (-18%, 200 milioni di euro) e l’information technology (-11,1%, 230 milioni), comparti che hanno registrato performance peggiori rispetto alla media nazionale. Un contributo positivo arriva, invece, dal comparto dei mobili, che ha visto crescere la spesa nella regione del 5,7% superando il miliardo e mezzo di euro (1 miliardo e 532 milioni), ma anche dagli elettrodomestici (+1,5%, 541 milioni di euro), dalla telefonia (+3,8%, 535 milioni) e dai motoveicoli (+1,9%, 166 milioni di euro)». l
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