Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia

Giornate Balsamiche per celebrare l’aceto tradizionale di Reggio Dop

Jacopo Della Porta
Giornate Balsamiche per celebrare l’aceto tradizionale di Reggio Dop

Weekend di degustazioni, lezioni agli studenti e incontri coi produttori

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia L’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop, con la sua millenaria storia, un processo produttivo lunghissimo reso perfetto dal passare di generazioni, sarà protagonista con numerosi appuntamenti nel prossimo fine settimana organizzati dal Consorzio di tutela.

Sabato e domenica le acetaie saranno aperte. Sono previste visite guidate con degustazioni, in contemporanea con la manifestazione “Caseifici Aperti”. Il pregiato condimento si sposa alla perfezione con il Parmigiano-Reggiano e pertanto il Consorzio di tutela ha scelto di promuovere il prodotto nello stesso giorno in cui tante persone visiteranno i caseifici.

Sono diciotto i produttori che aprono i battenti agli appassionati e ai curiosi, dalla Bassa all’Appennino, dall’Acetaia “Al Livel” di Gualtieri fino a quella di Razzolo di Villa Minozzo di proprietà del campione di sci Giuliano Razzoli.

L’elenco completo, con orari e recapiti, è consultabile sul sito internet del Consorzio di tutela.

Sabato dalle 9.30 al centro internazionale Loris Malaguzzi a Reggio Emilia si terrà una lezione per gli studenti delle scuole superiori. Ai ragazzi verranno spiegate la storia e le fasi di preparazione del prezioso condimento e la mattinata si concluderà con alcune degustazioni. Si tratta di una iniziativa importante, che guarda alle nuove generazioni, che devono essere consapevoli della ricchezza del nostro territorio.

Domenica si terrà ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, dalle 9.30, un assaggio guidato per principianti con analisi sensoriale (su prenotazione, 351.8750909 fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Sempre domenica, alle 13 si proseguirà negli stessi chiostri con un pranzo, ovviamente all’insegna del balsamico (anche qui è necessaria la prenotazione).

L’iniziativa avrà una coda domenica 23 aprile alle 10 con l’inaugurazione dell’acetaia del castello di Canossa. Si parte al museo con un convegno dal titolo: “L’aceto alla corte di Matilde: ricostruzione storica della consegna del botticello d’argento” con il professor Paolo Golinelli, ordinario di storia Medievale all’Università degli Studi di Verona. A seguire trasferimento presso il Castello di Canossa per il taglio del nastro.

La due giorni ha lo scopo di far conoscere ai reggiani un prodotto straordinario, che già è riconosciuto all’estero, come testimoniano i tanti stranieri che vengono nella nostra provincia per degustarlo. Il balsamico tradizionale di Reggio Emilia è un prodotto di nicchia che non ha accettato alcun compromesso per ragioni commerciali, come ad esempio sarebbe stato quello di ridurne la qualità per produrne di più.

Il Consorzio di tutela, che dal 1986 promuove l’applicazione del disciplinare, sta introducendo numerose iniziative prima di tutto per fare capire nel nostro territorio il valore di questo elisir. Tra le collaborazioni poste in essere vi sono quelle con Ambasciatori del Gusto (associazione che promuove l’eccellenza della ristorazione italiana e di cui fanno parte i migliori chef italiani) e Destinazione Emilia (ente della Regione Emilia-Romagna).

Nel 2022 gli imbottigliamenti dei 58 produttori aderenti al Consorzio sono stati 16.800 (bottiglie da 100 ml), ai quali si aggiungono 9.800 monodose. Complessivamente si è registrata una crescita del 20% rispetto all’anno precedente.

L’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop nasce dalla doppia fermentazione del mosto cotto. La prima citazione risale alle note del monaco Donizone del 1046, quando l’imperatore di Germania Enrico VIII, in viaggio verso Roma per l’incoronazione, fece tappa a Piacenza. Qui rivolse a Bonifacio, marchese di Toscana nonché padre della contessa Matilde di Canossa, di cui Donizone era biografo, la richiesta di omaggiargli uno speciale aceto che “aveva udito farsi colà perfettissimo” e sembra, inoltre, che l’avesse sentito “ribollire nella Rocca di Canossa”. Nei secoli XII, XIII e XIV sappiamo per certo dell’esistenza a Reggio Emilia, Scandiano e nei principali centri estensi, di fabbricanti di aceto riuniti in vere e proprie consorterie. Le testimonianze si infittiscono poi nell’Ottocento, attraverso gli elenchi dotali delle nobili famiglie reggiane.



 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google