Gazzetta di Reggio

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Olimpia Zagnoli sull’opera al Mapei

«L’idea è nata a piedi nudi sull’erba fresca dello stadio»

Alice Benatti
«L’idea è nata a piedi nudi sull’erba fresca dello stadio»

Lì è stato pensato il video che ha ispirato “All together now”

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Reggio Emilia Da quando la Gazzetta ha diffuso in anteprima l’illustrazione dell’artista originaria di Montecchio (ma milanese d’adozione) Olimpia Zagnoli che scalzerà il Tricolore dallo stadio, sull’opera in città si è detto parecchio. Forse troppo, dato il livello di alcuni commenti a dir poco ingenerosi che sono comparsi sui social. Finalmente ieri mattina – nel corso di conferenza stampa convocata al Mapei Stadium – è stata l’artista a parlare, spiegando la genesi dell’opera “All together now” (questo è il titolo) e i valori che l’hanno ispirata. «Quando Simona (Giorgetta, amministratore unico Mapei Stadium, ndr) mi ha contattata chiedendomi se ero interessata a creare un’opera per lo stadio di Reggio Emilia, naturalmente la prima cosa che lo è chiesto era se fosse possibile venire a vedere questo luogo, che non conoscevo» ha iniziato a raccontare Zagnoli. L’artista, classe 1984, si è fatta conoscere nella città della sua infanzia (Reggio, appunto) con la mostra monografica “Caleidoscopica” ma il suo è un talento apprezzato anche all’estero: il New York Times, il New Yorker e Vogue Italia hanno pubblicato le sue illustrazioni e brand famosi nel mondo come Dior, Prada e Fendi l’hanno scelta per disegnare edizioni limitate e accessori. «Per la prima volta nella mia vita – ha proseguito – ho avuto l’occasione di visitare e osservare il Mapei: non solo dalle tribune ma scendendo in campo. Ho fatto qualche passo a piedi nudi sull’erba fresca e ho avuto l’occasione di vedere lo spazio da un punto di vista differente. Lì mi sono resa conto che lo stadio non è soltanto il luogo in cui si vedono delle performance sportive eccezionali ma anche il posto in cui si incontrano le persone. E dal momento che sono i tifosi a creare l’atmosfera che si respira all’interno, mi è venuto in mente un video che ogni tanto riguardo perché, in qualche modo, mi colpisce». Il video in questione, al contrario del suo coloratissimo disegno, è in bianco e nero e risale al 1964. Si trova facilmente su YouTube e mostra i tifosi della squadra del Liverpool cantare all’unisono “She loves you” dei Beatles dalle tribune dello stadio di Anfield, in Inghilterra.

«Intonano una canzone d’amore per dare conforto ai giocatori e ritengo che sia un momento piuttosto romantico: sono in centinaia, insieme, a condividere uno spazio cantando. Per me rappresenta quella che dovrebbe essere l’essenza di tutte le tifoserie di tutti gli sport ovvero condividere una gioia dello stare insieme scevra da rivalità e violenza». Da questa ripresa, tanto cara all’immaginario dell’artista, è nata l’idea per l’opera che rinnoverà il grande telone di protezione alla scalinata dello stadio. «“All together now” rappresenta un gruppo eterogeneo di persone che celebra un momento di unione in un dato luogo e momento, cantando, celebrando la gioia della condivisione dello stare insieme – racconta – è un coro di voci diverse che si alza in cielo e si unisce». 

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