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Ztl in via Ariosto e corso Garibaldi «Così chiuderanno i piccoli negozi»

Luciano Salsi
Ztl in via Ariosto e corso Garibaldi «Così chiuderanno i piccoli negozi»

Confesercenti contraria alla scelta del Comune: «Situazione già fragile»

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Reggio Emilia La contrarietà di molti negozianti all’annunciata estensione della Zona a traffico limitato era prevedibile e Confesercenti non ha tardato a farsene interprete. L’associazione protesta per la recente delibera con cui la giunta comunale ha disposto che dal prossimo lunedì la Ztl sia resa definitiva su via Ludovico Ariosto, dove era stata istituita per il cantiere aperto a Porta Castello, e venga allargata a piazza Roversi e al tratto di corso Garibaldi che vi sbocca dall'incrocio con via Porta Brennone. E si dice ancor più preoccupata per il futuro allargamento della Ztl all’intero corso Garibaldi e a via Emilia Santo Stefano.

In realtà Carlotta Bonvicini, assessore alla Mobilità sostenibile, ha detto che questa aggiunta non è imminente e potrebbe non arrivare entro la fine della consigliatura, che scadrà fra un anno. Confesercenti non se ne accontenta. Propone che l’intero provvedimento sia annullato, ripristinando la circolazione ordinaria sull’intero percorso o, in subordine, che lo si rinvii per il tempo necessario affinché le strade da sottoporre a limitazioni siano individuate in accordo con i negozianti. A suo avviso quelle incluse nell’attuale piano dell'amministrazione comunale sono invece «zone dove il commercio di vicinato vive una situazione di estrema fragilità, dove ogni piccola variazione dei ricavi, per un negozio, può fare la differenza tra tenere aperto o chiudere». Daniela Govi, presidente della zona di Reggio di Confesercenti, denuncia la contraddizione tra il riconoscimento dell’importanza del piccolo commercio per la vita dei centri storici e gli effetti dei provvedimenti adottati.

«Ci sono attività – sottolinea – che inevitabilmente la Ztl metterà in difficoltà. Non mi riferisco a bar e ristoranti, ma al fruttivendolo, al fornaio, al piccolo negozio di alimentari, all’abbigliamento. Tutte attività di servizio anche alla residenza, che se mancheranno renderanno ampie zone del centro sempre meno vivibili». La scelta della giunta viene contestata anche per il modo in cui è stata comunicata, annunciandola alle agenzie di stampa prima che alle associazioni interessate. 


 

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