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L’armocromista made in Reggio Emilia: «Con 140 euro vi rifaccio il look»

Ambra Prati
L’armocromista made in Reggio Emilia: «Con 140 euro vi rifaccio il look»

Elisa Morotti: «Schlein? Colori azzeccati, soprattutto non si è snaturata»

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Reggio Emilia Il blu è il colore della fiducia, il rosso allude a potere e forza, il verde (di rigore quest’anno in tutte le nuances) trasmette tranquillità e relax mentre l’arancione comunica simpatia. Sintesi senza dubbio superficiale, ma da non prendere sottogamba: il codice dei colori viene usato abitualmente nella pubblicità. A raccontarcelo, in una lunga chiacchierata, è Elisa Morotti, 46 anni, armocromista di Reggio Emilia (originaria di Bibbiano) che vanta tra i suoi clienti «cantanti e politici locali», i nomi sono top secret.

Da quando la segretaria del Pd Elly Schlein ha rilasciato l’intervista a Vogue non si parla d’altro che della sua consulente d’immagine Enrica Chicchio, che la consiglia e la veste per 300 euro all’ora. Tra frizzi e lazzi di ogni tipo – da Vincenzo De Luca («posso fare di meglio per molto meno») a Carlo Calenda («giuro non sapevo cosa volesse dire») all’ironia interna al suo stesso partito («Vogue e martello»), si è scoperta una professione finora sconosciuta ai comuni mortali. Eppure sono tanti i reggiani che, per i motivi più svariati, si rivolgono all’armocromista.

«Faccio questo lavoro da quindici anni e perlomeno ora non devo spiegare in cosa consiste. Quando ho iniziato, a Reggio Emilia, ero considerata un’extraterrestre», ride Elisa Morotti, che si autodefinisce «blogger, stilista, armocromista, bridal stylist, conferenziera, personal shopper». «Fino a cinque anni fa mi chiedevano se mi occupassi di cromoterapia: nessuno conosceva questa parola. L’armocromia non è nient’altro che una disciplina che individua, partendo dai colori naturali di una persona (occhi, capelli, incarnato) quali sono i colori da abbinare; ma da sola è un lavoro a metà. Consulente d’immagine è il termine che riassume tutto – spiega Elisa –. Basandomi su una combinazione di colori e forme, studio ed elaboro una nuova immagine, personalizzata come una dieta. Lavoro meno sulla moda; per me è prevalente l’aspetto del benessere e dell’autostima».

La prima domanda è d’obbligo: promuove il look della segretaria del Pd?

«La palette è senza dubbio azzeccata e soprattutto non ha snaturato il proprio aspetto: questa è la prima regola da rispettare. Poi occorre valutare dove si vuole andare a parare», risponde senza sbilanciarsi Elisa, che sottolinea come non sia certo una novità per le personalità in vista affidarsi a un esperto. «Da Margaret Thatcher a Lady Diana, l’aspetto dei politici è sempre stato studiatissimo: nulla è lasciato al caso».

Elisa è diffidente rispetto all’improvvisa notorietà del mestiere. «Fa piacere venire apprezzati. Tuttavia sembra che l’armocromista sia un’attività superficiale: non è così, non è frivolezza. Può davvero aiutare le persone. Negli anni ho visto tanti cambiamenti sorprendenti: non buttiamola in barzelletta. E non ci si può improvvisare: occorre studiare».

Per lei il percorso è stato lungo. «Ho iniziato comprando riviste e libri di ogni tipo provenienti dagli Usa, dove è nata questa figura professionale negli anni ’70. Poi ho seguito tanti corsi a Milano, tra i quali quello di Carla Gozzi».

Nello schedario di clienti di Elisa c’è un mondo. «Le donne vanno dai 13 ai 96 anni e le motivazioni che le spingono alla consulenza d’immagine sono le più variegate: dalla ragazzina che ha difficoltà a guardarsi allo specchio perché ha avuto uno sviluppo troppo rapido alla giovane modaiola, dalla sposa alla casalinga. Ho avuto perfino una simpaticissima 96enne: un regalo che le hanno fatto le figlie». Non mancano gli uomini: «Li adoro. Essendo più pratici, si rivolgono a me soprattutto per esigenze lavorative oppure perché, dopo un divorzio, vogliono riprendere in mano il proprio aspetto».

Elisa è più economica: per una seduta base di due ore, che promette un total look, il prezzo è 140 euro per le donne e 190 per gli uomini. «L’uomo costa di più perché serve più tempo. Di solito si parte da zero e occorre fare un progetto di sartorialità, ma il risultato è assicurato».

Le tariffe più basse rispetto alle sue colleghe sono dovute al fatto di vivere in provincia?

«In parte sì, anche se mi sposto spesso tra Bologna e la Lombardia. Da notare che non esiste un tariffario fisso perché ognuno propone servizi diversi. A mio avviso il prezzo della seduta basica di due ore è abbordabile per chiunque, ma è ovvio che se il cliente vuole una giornata intera si fa un preventivo ad hoc, mentre per le spose si ragiona sui sei mesi».

Elisa vuole aggiungere una cosa. «Ai miei esordi ho spesso lavorato gratis per far conoscere la disciplina. Ora mi concentro su eventi di beneficenza, come il mese di maggio che è totalmente dedicato alle mamme degli asili: una categoria che spesso si trascura, presa da altre priorità».


 

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