Le ultime parole di Lorenzo «Mamma io ora sono felice»
Il ricordo di mamma Yulia del piccolo morto a sette anni per la malattia
Toano «Mamma non piangere perché io sono felice». Continuano a rimbombare nella testa dei parenti e degli amici, le parole con cui Lorenzo Gonzales, bimbo di 7 anni di Cavola di Toano morto il 2 maggio scorso, ha salutato la madre Yulia negli ultimi momenti prima della sua morte. Un lutto dolorosissimo, che ha segnato tutta la comunità di Cavola, provocato da una rara patologia oncologica, scoperta nell’estate scorsa. Lorenzo è spirato pochi mesi dopo l’amato bisnonno Aldo, che per lui era un altro nonno alla pari di nonno Fabio Amorini, storico barbiere di Cavola, e della nonna Gilly, ovvero Yiliennis, la mamma di Yulia. Una famiglia completata da Leonardo, gemello di Lorenzo. Un dolentissimo epilogo per un percorso di sofferenza e pure di coraggio ed energia iniziato nella primavera 2022, con i primi segnali di malessere. Il 29 agosto 2022, dopo tanti sforzi, a Lorenzo era stato diagnosticato un rabdomiosarcoma, un tumore maligno che si sviluppa dalle cellule della muscolatura striata. Una malattia infantile poco nota, di cui si registrano una manciata di casi ogni anno, quanto aggressiva. Nei primi giorni dell’agosto 2022, dopo un ciclo di antibiotici e cortisone e la perdita di quattro chili di peso, Yulia chiese un ricovero, in un primo momento rinviato dai medici pensando alle difficoltà nella gestione di flebo o altre cure a causa del disturbo dello spettro autistico di Lorenzo. Yulia non si arrense, chiese altri esami e una Tac a fine agosto rivelò la presenza del rabdomiosarcoma.
Il bimbo venne subito ricoverato nel reparto di oncologia pediatrica del policlinico di Modena, dove nei mesi successivi ha passato gran parte del suo tempo, fra un ciclo di chemioterapia e altre terapie. Al suo fianco, i parenti, ospitati dalla Casa di Fausta, una struttura gestita da Aseop, l’associazione Sostegno ematologia oncologia pediatrica di Modena, pensata per accogliere i bimbi seguiti dall’oncologia e i loro cari. «Un luogo speciale, una vera “casa lontano da casa”, dove già più di duecento famiglie che si sono trovate ad affrontare un ricovero ospedaliero sono state accolte con supporto, empatia e calore», la descrive Yulia con affetto.
Gli sforzi dei sanitari in un primo momento sembravano aver fatto effetto, una crisi epilettica e una successiva risonanza hanno però mostrato come il tumore si fosse in realtà ampliato, le metastasi avevano interessato anche l’area del cervello. Si riparte con la radioterapia, trentatré cicli che a fine di marzo sembrano aver funzionato tanto da permettere a Lorenzo e Yulia di tornare a Cavola per tre settimane. Il 20 aprile, il nuovo peggioramento, subito notato dalla mamma, che lavora come operatrice sanitaria e ha “occhio allenato” al riguardo. Il 24 aprile una nuova risonanza ratifica la notizia più brutta: il tumore è ricresciuto. Mamma e bimbo tornano a Casa di Fausta, anche per non intaccare nel gemello il ricordo dell’ultimo periodo sereno insieme. A Modena, consultandosi con specialisti dell’ospedale di Padova, si tenta un’ultima invasiva terapia, che non porta i frutti sperati, e inizia anche la somministrazione della morfina, per togliere almeno il dolore. Negli stessi giorni, al policlinico passano i clown di corsia e Lorenzo chiede a Yulia di poter scegliere la sua terapia. Un elenco straziante: tre chili di cioccolata, un prato con i fiori, la sua casa a Cavola, il suo cagnolino Pece, giocare a palla con il fratello e un giro sulle montagne russe di Disneyland. Il 28 aprile giunge una crisi cardiaca e il 2 maggio Lorenzo spira.
I suoi ultimi pensieri sono stati rivolti alla mamma, al bisnonno e alla famiglia. «Il sorriso che mio figlio ha fatto nel momento del suo ultimo respiro – racconta Yulia – è stato il più bello e sereno dei nove mesi che abbiamo passato in completa simbiosi durante la malattia. Non abbiamo mai avuto paura della morte. A gennaio 2022 ci aveva lasciato il bisnonno Aldo e Lorenzo non aveva nessun timore di vederlo composto nella bara, anzi lo accarezzava e gli rimaneva sempre accanto. Nei ritrovi successivi della famiglia il suo pensiero era sempre “Non è giusto che noi siamo tutti assieme e il nonno Aldo è da solo”». Un affetto mai troncato: «Già dal 24 ero consapevole dell’inevitabile e chiesi a Lorenzo “Come ti vuoi vestire per andare a trovare il nonno Aldo?” mi rispose “Il nonno Aldo è felice di vedermi comunque, però voglio il pigiama, così la nonna Gilly pensa che sto dormendo”. Mio figlio – prosegue la madre – ha sempre avuto consapevolezza di quello che stava succedendo. Non ha avuto paura neppure un momento, per lui morire significava andare dal bisnonno. In questi nove mesi mi ha insegnato tanto e mi ha aiutata a lasciarlo andare serena. La prima notte che ho dormito tranquilla è stata quella quando si è spento. Al funerale non ho versato una lacrima, perché glielo avevo promesso», continua la mamma.
Yulia non ha pianto, durante il commiato, e tanto altro è stato fatto. Nel corso della cerimonia funebre a Cavola sono stati raccolti 1.255 euro, poi devoluti a Aesop e alla Casa di Fausta, e voci amiche hanno letto a tutti l’ultima commossa lettera scritta dalla mamma al figlioletto, mancato così prematuramente.
Eccola: «Ehi Lorenzo, perdonami se non sono io a dar voce a queste parole, ma sai, mi hai fatto promettere, anzi mi hai imposto di non piangere, quindi so che io, persona terrena attaccata alla materia non resisto all’idea di non poterti più sentire con mano, ma ti assicuro che da mamma oggi per me è una giornata serena, come ha detto tuo fratello “ora sei guarito”. È dal primo giorno in cui ti sei ammalato che mi stavi preparando per questo giorno, e ti assicuro che non ero ancora pronta sicuramente non lo sarei mai stata. Negli ultimi 9 mesi ti ho sempre visto sorridere, nonostante tutto. Ecco amore, quei sorrisi mi hanno insegnato la vita e vorrei che tutti sapessero quanto sereno e per niente spaventato eri. Volevi a tutti i costi fare compagnia al nonno. Dicevi sempre che non era giusto che noi stessimo tutti insieme e lui tutto solo. Il giorno che siamo tornati a casa, tu sorridendo hai detto di voler andare a trovare il nonno. È assurdo per chi sta ascoltando queste parole che io ti stia scrivendo il giorno del tuo funerale e sto sorridendo. Piccolo mio a oggi ti ringrazio, in 9 mesi mi hai voluta mettere alla prova per assicurarti che a Leo rimanesse tra le braccia una mamma forte e ti prometto che sarà così. Ora basta. Già ti immagino che mi guardi e mi dici “Mamma come sei pesante, smettila!” Quindi amore ti assicuro che anche se non sarà semplice come madre, se tu sarai felice (come tu stesso mi hai sempre detto) la tua felicità è la mia. Quindi oggi è un giorno felice perché, come ha detto Leo, finalmente sei guarito. PS Ogni tanto fammelo qualche dispetto eh!».l
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