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Il castello di Sarzano riparte con la gestione dello chef Mazzoli

Adriano Arati
Il castello di Sarzano riparte con la gestione dello chef Mazzoli

Nuova gestione, affidata a un volto notissimo della montagna, per il borgo di Sarzano: «Cambieremo proposta ad ogni stagione con i prodotti locali»

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Casina Nuova gestione, affidata a un volto notissimo della montagna, per il borgo di Sarzano. Il bellissimo complesso medievale sopra Casina, che comprende il castello matildico, la chiesa sconsacrata utilizzata per mostre ed eventi, e la locanda con ristorante è uno dei luoghi con maggior attrattiva dell’Appennino, per la proposta ampia garantita e la relativa distanza sia da Reggio che da Parma, grazie alla vicinanza alla statale 63 e al collegamento che da Sarzano discende verso Ciano e quindi la vallata dell’Enza. Il Borgo Bianco Matilde, ultimo nome dell’attività ricettiva gastronomica e residenziale, è ora gestito da Silvano Mazzoli, 50enne chef carpinetano con una lunga e articolata carriera alle spalle, da pochi anni tornato in pianta stabile nel paese natale.

La compagine è formata da Silvano Mazzoli, Lorenzo Baricca, che da tempo opera nel mondo gastronomico anche negli Stati Uniti, e Caterina Stefanescu, referente di una delle più note scuole di lingue reggiane. Mazzoli è stato coinvolto diversi mesi fa dai precedenti titolari, ha curato la parte gastronomica e ora ha deciso di impegnarsi in prima persona. Un salto da un castello all’altro: l’ultima esperienza di Mazzoli in terra reggiana era stata quella sul Castello delle Carpinete, in uno degli altri luoghi simboli del sistema difensivo matildico. Dalla rocca carpinetana si dominava la vallata del Secchia e si vedeva Sarzano, permettendo di comunicare ogni movimento. Dalla torre di Casina, poi, si poteva giungere passaggio dopo passaggio sino a Canossa e all’Enza. Un’altra tappa nel cammino di Mazzoli, che ha vissuto anni brillantissimi in Gran Bretagna, dove si è trasferito negli anni ’90, prima a Guilford e poi, a inizio millennio, a Londra, al numero 30 di Connaught Street, dove apre Trenta. Nel giro di pochi anni il ristorante diventa fra i più frequentati della capitale inglese. Fra i clienti, l’allora premier britannico Tony Blair con la moglie, la stilista ed icona punk Vivienne Westwood, da poco scomparsa, l’ex voce dei Led Zeppelin Robert Plant, il cantante e attore Robbie Williams, le attrici Uma Thurman e Kiera Knightley. Successivamente, il primo ritorno a casa, alternato ad altri movimenti in mezza Europa, rientri in Gran Bretagna. Ora, la voglia di montagna e di valorizzare la zona in cui nato è cresciuto è emersa prepotente.

«Volevo ripartire per creare qualcosa di bello per la nostra montagna, per riportare nelle nostre terre il piacere e la tradizione dei nostri piatti, magari un poco alleggeriti, porremo grande attenzione a cibi che siano anche sani e leggeri oltre che saporiti, avremo proposte pensate per vegani, per celiaci. La mia idea è che i nostri clienti, quando lasciano il nostro ristorante, si devono ricordare di quello che hanno mangiato. E passare la parola», racconta Mazzoli parlando del nuovo Borgo Bianco Matilde, che da giugno sarà aperto al mercoledì alla domenica oltre che disponibile per eventi, matrimoni e altri momenti particolari, utilizzando la bellezza dell’antico borgo medievale. E sempre sul menù, spiega, «cambieremo le proposte in ogni stagione, per seguire il ciclo dei prodotti naturali di ogni periodo dell’anno, e cercheremo di valorizzare sempre allevatori e coltivatori locali. Dal Parmigiano Reggiano alle carni agli arrosticini di struzzo, allevato a Guastalla». l


 

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