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L’impresa tessile nata in Senegal grazie al viaggio in moto di due reggiani

Alice Benatti
L’impresa tessile nata in Senegal grazie al viaggio in moto di due reggiani

Maurizio D’addona e Silvia Galeazzi sono riusciti a raccogliere i fondi necessari per il corso di sartoria Il progetto della onlus Bambini nel Deserto è rivolto a venti donne di un villaggio

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Reggio Emilia Per oltre due mesi sono stati il volto sorridente e rassicurante della onlus Bambini nel Deserto per raccogliere i fondi necessari all’avviamento di un corso di sartoria aperto a venti donne in condizioni di fragilità economica e sociale di un villaggio della regione della Casamance, nel sud del Senegal. Poi, lo scorso 22 aprile, con la loro moto, sono partiti da Reggio Emilia alla volta di Dakar per un emozionante viaggio (raccontato sulla loro pagina Instagram @ontheroad_again_gs) che li ha visti percorrere circa 6mila chilometri su due ruote prima di incontrare le beneficiarie del progetto. «Quel giorno dovevamo essere da loro verso ora di pranzo – raccontano i reggiani Maurizio D’addona e Silvia Galeazzi, che fanno coppia nella vita oltre che in questa avventura – ma abbiamo perso il nostro zaino. Si sono mobilitati tre villaggi per ritrovarlo e alla fine è stato un ragazzo a riportarcelo. Non era nemmeno stato aperto, a testimonianza della grande onestà che contraddistingue quella comunità. Quando finalmente siamo arrivati, loro erano andate via e abbiamo dovuto il giorno dopo per conoscerle: è stato il momento più commovente dell’intero viaggio».

«Ci hanno accolto con balli e canti e abbiamo pranzato insieme – proseguono – poi siamo andati nella nuova sala con le macchine da cucire, acquistate soprattutto grazie ai benefattori reggiani, che ospiterà il corso di sartoria». Corso che dovrebbe partire proprio in questi giorni e che promuove l’imprenditorialità femminile, offrendo a un gruppo di donne un percorso educativo della durata di due mesi. La produzione di abiti e accessori, che saranno poi venduti sui mercati locali, permetterà al progetto di autosostenersi nel tempo. Alla causa sono stati donati oltre 7mila euro, di cui circa 2.600 raccolti direttamente dalla coppia reggiana sulla piattaforma GoFundMe (utilizzati per comprare la moto, la quale è poi stata rivenduta a un acquirente locale in loco) e oltre 5mila alla onlus modenese, dal momento che il crowdfunding offriva la possibilità di eseguire un bonifico direttamente a Bambini nel Deserto, che in 22 anni di attività è arrivata ad operare in quattordici Paesi africani.

«Il presidente e fondatore Luca Iotti ci ha chiamato per congratularsi per l’incredibile risonanza che abbiamo avuto – riportano i due reggiani – non avevano volontari che facevano gli instagrammers. Durante il viaggio dobbiamo ammettere di aver ricevuto moltissimi di messaggi da parte di persone che si sono commosse nel vedere le nostre foto e i nostri video. Ci hanno fatto tanti complimenti e questa vicinanza non ci ha mai fatto sentire soli». Tre cose Maurizio e Silvia non potranno dimenticare della loro “ReggiotoDakar”: i sorrisi delle donne, l’accoglienza e l’ospitalità dei popoli che hanno incontrato e, naturalmente, i paesaggi africani. «Parti con gli occhi pieni dei panorami occidentali e, mano a mano che macini chilometri, arrivi all’ombra di un baobab con le scimmie che ti corrono incontro. Con un volo aereo ti catapulti immediatamente nella nuova realtà mentre un viaggio in moto è diverso: colori, paesaggi e, anche, le temperature, cambiano lentamente».

La coppia ringrazia i numerosi sostenitori: Reggio Motorbike, Motoclub Scandiano, CasaIn gruppo immobiliare, Harley Davidson Onorio Moto, Colt Italia srl, Seitel srl, Emilia Road Chapter Italy, Allianz assicurazioni, Riverzana in Canossa e, per il supporto tecnico, Dainese Bologna, Tcx Boots, AGV Helmets, Frenkcastle equipment, Touratech Italia, Wildhogitaly, Wildemiliaexperience, farmacia Il Correggio e Revot3ch.




 

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