In diecimila senza un tetto e in 34mila senza elettricità
Bonaccini: «Ce l’abbiamo fatta con il terremoto, ce la faremo anche ora» Fratin: «Il governo chiederà di accedere al fondo europeo di solidarietà»
Modena Quattordici morti. Ieri sono stati ritrovati anche due agricoltori, marito e moglie di 73 e 71 anni, che non hanno avuto scampo nel loro appartamento a Russi, nel Ravennate. Oltre diecimila gli sfollati, di cui più di tremila sono accolti all’interno di palestre e altre sedi di prima accoglienza distribuite nei 42 comuni colpiti dall’alluvione che ha messo in ginocchio l’Emilia-Romagna, con l’esondazione di una ventina fra fiumi e torrenti. Migliaia le case distrutte, con le comunità traumatizzate dalla violenze dei corsi d’acqua che hanno violato le loro città.
Le persone senza elettricità si calcolano in 34mila mentre ieri sono salite a 250 le strade chiuse in modo permanente (ma sono più di 500 quelle danneggiate) a causa dei danni provocati dalle forti piogge. «In quattro giorni è caduta l’acqua di un anno intero» ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini nel corso di una riunione convocata a Bologna nella sede dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.
Fondo solidarietà UE
«C’è un tema di solidarietà complessiva che impegnerà anche il governo italiano ad attivare per la regione Emilia-Romagna la richiesta del fondo di solidarietà europeo, è un evento che ha tutte i requisiti per ottenerlo», ha affermato il ministro in rappresentanza del governo Meloni, che mercoledì ha stanziato altri 20 milioni di euro per l’emergenza alluvione, che si aggiungono ai 10 già deliberati il 4 maggio per far fronte alle prime spese urgenti.
«Una goccia nel mare» ha commentato il governatore Bonaccini, che però ha riconosciuto all’esecutivo la tempestività importante con cui ha stanziato queste risorse.
Il ministro Pichetto Fratin ha affermato che ora «la domanda è cosa bisogna fare» e che «quanto si stanzia è successivo» dopo avere sottolineato quanto «questi fenomeni rischiano di essere sempre più frequenti» in un territorio, l’Emilia-Romagna, «che ha il più alto rischio idrogeologico nazionale, più del doppio del “mio” Piemonte».
Danni non quantificati
Per il presidente Bonaccini, al momento, i danni effettivi sono impossibili da stimare. «Serve tempo per quantificare», ha evidenziato di fronte alla stampa di tutta Italia, con giornalisti collegati ovunque.
Per il governatore sono tre i livelli su cui bisogna agire in questo momento, e il primo è «la necessità di avere immediatamente gli strumenti necessari per far fronte alle esigenze di famiglie, lavoratori ed imprese»: dal rinvio dei termini per gli obblighi di natura contributiva, fiscale, previdenziale al differimento delle rate dei mutui (misura quest’ultima che, come annunciato dal governo, ha già avuto l’autorizzazione per essere formalizzata).
Poi c’è il tema dei rimborsi a coloro che hanno subìto dei danni e infine quello della ricostruzione dei territori a partire dalla rete infrastrutturale.
«Un lavoro gigantesco»
Bonaccini non ha nascosto che quello che attende la Regione è «un lavoro gigantesco» ma che l’Emilia-Romagna, come ha dimostrato con il sisma del 2012, ha le spalle larghe. «Dopo il terremoto abbiamo ricostruito quasi tutto e oggi ci troviamo davanti a un altro “terremoto” – ha detto il presidente della Regione – a cui dobbiamo rispondere con la stessa forza di reazione avuta in passato. L’unica cosa impossibile da recuperare è la vita delle persone e ci tengo ad esprimere la mia vicinanza ai famigliari di coloro che non ci sono più». Bonaccini ha poi ribadito che servirà un commissariamento straordinario. Oggi in Emilia-Romagna è atteso il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.
Numero verde
Nella serata di ieri l’Emilia-Romagna ha attivato, per la prima volta, un numero verde unico «per fare in modo che le persone possano ricevere le informazioni necessarie e assistenza specifica. «Le piogge dei prossimi giorni non ci preoccupano per l’innalzamento dei fiumi ma contribuiranno alla fragilità delle frane che avremo in montagna» ha avvisato la vicepresidente della Regione con delega alla protezione civile, Irene Priolo. Quelle provocate finora dal maltempo degli ultimi giorni sono 280, di cui 120 particolarmente importanti in 58 comuni: oltre 100 si sono registrate in provincia di Forlì-Cesena, e in particolare ben 71 a Modigliana, sull’Appennino.
Il problema è che la situazione meteo non sembra volgere al meglio, al punto che il livello di criticità e di allarme non scende. Solo le zone di montagna alle quote maggiori sembrano correre meno rischi, mentre il pericolo è ancora grande in collina e in pianura.
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