«In provincia di Reggio Emilia il peggio è ormai alle spalle ma rimane l’allerta»
Federica Pellegrini dell’Ufficio locale di Protezione civile «La piena è passata. Vedremo la prossima settimana»
Reggio Emilia «Rimane l’allerta fino alla mezzanotte di oggi, ma per la nostra provincia il peggio pare passato visto che tutti gli indici di emergenza tendono al ribasso. Non bisogna, però, abbassare la guardia: l’attenzione resta massima per la prossima settimana». Il quadro che ha dipinto ieri l’ingegnere Federica Pellegrini, dell’Ufficio Territoriale di Reggio Emilia dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, è quello di una sostanziale tregua concessa da Giove Pluvio. Una pausa del maltempo che sarà fondamentale per rimarginare le ferite della nostra provincia, appena lambita dalla piena che ha messo in ginocchio la Romagna. Senza smettere però di scrutare il cielo, visto che se per oggi sono previste deboli precipitazioni le previsioni preannunciano per domani un altro diluvio, poi un’altra pausa tra domenica e i primi giorni della settimana e un’altra settimana di pioggia fino alla fine del mese.
Per quanto riguarda il territorio reggiano, il bollettino emesso ieri dalle autorità regionali ha segnato una fase calante. «Il rischio idrogeologico è passato dal codice rosso a quello arancione per pedecollina e Appennino, il rischio idraulico dal codice arancione a quello giallo sempre per l’area pedecollinare e montana, mentre per la pianura il colore è verde», riassume l’ingegner Pellegrini. «Sulle criticità nel Reggiano abbiamo avuto qualche segnalazione puntuale di smottamenti che hanno interessato la viabilità provinciale e comunale, che gli enti competenti stanno gestendo in via ordinaria senza problemi particolari – prosegue Pellegrini –. Per quanto riguarda i corsi d’acqua la piena è transitata tutto sommato bene: di poco sopra il codice arancio il Tresinaro con concomitante piena del Secchia, ma nel punto di confluenza e a monte tutto è filato liscio. Anche sull’Enza il passaggio della piena non è stato rilevante: a Sorbolo il fiume ha sfiorato la soglia 2, considerata ordinaria, tant’è che l’Aipo (l’agenzia interregionale per il fiume Po) che è competente per il tratto arginale non ha segnalato situazioni particolari e non ha attivato il servizio di piena, continuando però a monitorare l’andamento». Qualche criticità maggiore, secondo la responsabile dell’Ufficio Territoriale, ha riguardato «il reticolo minore dei corsi d’acqua: fossi e rii che, non riuscendo a smaltire l’acqua, sono tracimati soprattutto in collina».
Nel frattempo nella giornata di ieri si è fatto fronte alle frane che si erano aperte mercoledì. Risolta la situazione più critica a Baiso, dove era stata interrotta al transito per una frana di monte la strada provinciale 107 in località Calcinara, e dove martedì erano passati i ciclisti del Giro d’Italia: è stato posizionato un manufatto in cemento per arginare eventuali cedimenti e ora la strada è stata riaperta, mentre resta chiusa sempre per frana la provinciale 7 a Montelusino di Baiso. Riaperto anche il ponte sul Secchia a Veggia. «Il Secchia è molto più tranquillo, anche se ci metterà del tempo a scendere», ha detto ieri il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro.
Sono state 48 ore particolarmente impegnative per la Bonifica Emilia Centrale. I tecnici hanno avviato «lo scarico a gravità del derivatore in Po a Boretto, oltre ad aver azionato una pompa del Torrione per alcune ore. Operato lo scarico del Canalazzo di Brescello, regolarmente, a Foce Enza. Qualche lieve esondazione a Casalgrande, sul Rio Canalazzo, ma localizzata grazie al pronto intervento delle squadre consortili di Arceto».
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