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Un vertice fiume in Prefettura per evitare lo sciopero in Comune

Un vertice fiume in Prefettura per evitare lo sciopero in Comune

La vertenza riguarda 1.500 dipendenti, dagli operatori scolastici alla polizia

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Reggio Emilia Un incontro fiume quello che è iniziato ieri pomeriggio alle 16.30 in Prefettura per concludersi solo in tarda serata. Obiettivo del confronto evitare uno sciopero che ora sembra, al contrario, ancora più vicino per i 1.500 dipendenti del Comune di Reggio Emilia.

A presidiare l’incontro davanti alla sede del palazzo del Governo in corso Garibaldi si sono oggi radunati una settantina di lavoratori dei sindacati della Funzione pubblica di Cgil e Cisl e delle sigle della Polizia locale, Sulpl in testa. Tra le ragioni dello stato di agitazione, proclamato dai sindacati circa una settimana fa, ci sono i rapporti sindacali deteriorati e il tema della esternalizzazione degli operatori di due asili della città a cui le organizzazioni sindacali si oppongono. Come spiega Fabio Bertoia, segretario della Fp Cisl Emilia Centrale, «le motivazioni di questo stato di agitazione sono intanto le relazioni sindacali che vengono colte come un fastidio, ma anche un tema di rispetto del contratto decentrato, un tema molto importante di carenza di organico e poi tutto il tema delle esternalizzazioni delle scuole». Il contratto decentrato, evidenzia il segretario, «si lega ad esempio anche al pagamento del salario di produttività e delle valutazioni, rispetto alle quali siamo fermi al 2021».

L'ipotesi iniziale, formulata a inizio marzo, era di esternalizzare 70 educatori. L'ultima, arrivata non al tavolo sindacale ma nella Consulta dei Consigli cittadini dell'Infanzia, vede a rischio 36 operatori scolastici (su 117) che svolgono funzioni di riassetto degli spazi, pulizia e aiuto all'interno delle sezioni. Si tratta del cuore della vertenza che riguarda i dipendenti del Comune di Reggio Emilia, ieri in Prefettura ad esperire l'ultimo tentativo di conciliazione prima dello sciopero. Le esternalizzazioni riguardano in particolare i nidi Prampolini di Pratofontana e Rivieri di via Balzac (in zona acquedotto), per un totale di quattro sezioni e il Comune le avrebbe decise per rientrare dallo sforamento del budget- per 600.000 euro- che rischia di bloccare le assunzioni del 2024, sia a tempo determinato che indeterminato. Anche la nuova proposta del Comune non soddisfa però i sindacati, come evidenzia Paolo Consolini della Funzione pubblica della Cgil: «Siamo contrari perché secondo noi si inizia col “privatizzare” delle figure e si giunge a farlo con interi pezzi di servizi». Inoltre «nulla viene detto in merito ai concorsi per figure come cuochi, operatori scolastici, atelieristi ed insegnanti». L'unico puntino sul radar su questo fronte è un concorso per educatori fatto dal Comune di Reggio insieme a quello di Modena.

C’è poi la questione della Polizia locale. Gli agenti nel 2021 sono stati in servizio per ore a gestire viabilità e sicurezza in occasione dei concerti inaugurali della Rcf Arena con 100.000 persone. Servizi per cui i gestori dell'impianto hanno pagato il Comune, che avrebbe già incassato le somme previste. Ma la quota che secondo gli accordi doveva essere loro riconosciuta, gli agenti della Polizia locale di Reggio Emilia non l'hanno ancora vista. È uno dei temi al centro della vertenza dei dipendenti di Piazza Prampolini ieri portato in Prefettura. «I lavoratori – conclude Gagliardi – «non vogliono sottrarsi agli impegni ma chiedono che vengano rispettati quelli già presi e che gli venga dato quanto era già stato formalizzato».l

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