Daniele Fornaciari “angelo del fango” a Forlì: «Situazione allucinante, sembra un film»
Il centrocampista reggiano vive in Romagna da un anno: «Donate, c’è bisogno di tutti»
Reggio Emilia «Sto spalando». Raggiunto telefonicamente, risponde così il centrocampista Daniele Fornaciari che da circa un anno, in quel di Forlì, abita con la sua compagna, lavora e veste la maglia del Futball Cava Ronco (nella categoria dell’Eccellenza). «È una situazione allucinante – racconta Fornaciari – una specie di apocalisse. Sono scene indescrivibili, che io in precedenza avevo visto solamente nei film». Classe 1989, partito dal settore giovanile dell’allora Pieve Cella, ha legato in modo particolare la sua carriera alla Bagnolese dove è rimasto nove stagioni tra Eccellenza e Serie D arrivando anche a indossare la fascia da capitano. Ma poi ha giocato con Riese, Bibbiano San Polo (vincendo in Promozione l’accoppiata campionato-coppa), Folgore Rubiera (vinse la Coppa Italia Regionale di Eccellenza), Piccardo Traversetolo, Montecchio e Real Formigine. Il tutto prima della scelta di vita fatta la scorsa estate di trasferirsi a Forlì per amore. «Attraversando in questi giorni le vie principali della città – spiega Fornaciari – è come camminare nel mezzo di un fiume. Dove mi trovo io l’acqua ora si è ritirata, però è rimasto il fango. Che tra l’altro è durissimo da tirare via, perché i badili affondano anche di trenta centimetri. Qui tutti hanno il proprio badile sotto il braccio, come se già non bastasse non smette neanche di piovere». Senza pensarci neppure un attimo, Fornaciari si è rimboccato le maniche indossando i panni di “angelo del fango”. «Non sono un grande spalatore – ammette – ma mettermi al servizio di chi ha bisogno era il minimo che potessi fare. C’è gente che qui ha perso tutto, fa piangere il cuore. Quando i fiumi sono esondati io ero a Reggio dove ancora lavoro due giorni alla settimana, ma la mia compagna ha avuto parecchia paura. Noi abitiamo appena fuori da una delle zone più colpite, ci è arrivata l’acqua fin davanti alla porta di casa. Ci è andata bene, ma tantissimi altri sono stati meno fortunati. Mi sembrava giusto aiutare». Al momento, dice, «non s’intravedono tempi chiari d’uscita da questa situazione, servono pazienza e voglia di fare. Ci vorrà parecchio tempo per superarla, ma con coraggio anche questa passerà. Per favore contattate i numeri verdi attivi – lancia l’appello – anche l’offerta equivalente al costo di un caffè può in questo momento aiutare parecchio». l
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