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La nuova Aosta una scuola “oltre la scuola”

Martina Riccò
La nuova Aosta una scuola “oltre la scuola”

Sarà demolita e ricostruita interamente Il cantiere non fermerà la didattica

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Reggio Emilia La scuola media Aosta verrà demolita e ricostruita: al posto del vecchio edificio – realizzato nel 1969 – ne sorgerà uno «più bello, funzionale e sostenibile» con ampie vetrate e grandi spazi comuni, oltre a un auditorium, una biblioteca, un’aula magna. Una scuola innovativa, pensata per andare oltre i confini della didattica.

Il cantiere di demolizione e ricostruzione della scuola – un intervento del valore complessivo di 12.644.000 di euro, di cui 1.160.000 finanziato dal Comune di Reggio Emilia, 1.044.000 dal Fondo opere indifferibili (Foi) e 10.440.000 finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – avrà inizio nel gennaio 2024, per concludersi un paio di anni dopo. Si prevede infatti che il nuovo plesso scolastico sarà pronto, collaudo compreso, intorno a marzo 2026.

«Durante i lavori, grazie all’avanzamento per stralci, nessuna delle attività didattiche sarà interrotta», hanno assicurato il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Raffaella Curioni in occasione della presentazione del progetto.

I primi lavori riguarderanno la demolizione dell’attuale palestra e la costruzione di uno spazio verde, immerso tra gli alberi, dove verranno realizzati campi e piste per gli sport a cielo aperto. Spazio che, in un primo momento, verrà coperto da un pallone pressostatico per permettere alle classi – e anche alle società sportive che usano la palestra dell’Aosta nel pomeriggio – di continuare l’attività motoria. Al posto delle palestre verrà realizzata un’ala con le nuove aule, che una volta completate ospiteranno le classi liberando un’altra parte di edificio che poi sarà interessata da successivi lavori. Grazie a questo sistema di realizzazione delle opere progressivo e “per settori”, i 600 studenti delle 24 classi presenti nella scuola potranno proseguire la didattica nella loro sede. Soltanto 6 classi, a rotazione, dovranno lasciare temporaneamente l’istituto, nel corso del 2025.

Gli spazi della scuola (5.400 metri quadrati di superficie utile) saranno destinati ad ospitare non solo studenti, docenti e personale scolastico ma anche diversi tipi di soggetti e in momenti della giornata non tradizionalmente destinati all’attività didattica. La nuova scuola sarà quindi immersa nel quartiere (già oggetto di importanti riqualificazioni, basti pensare alla nuova vita del seminario, ora sede dell’università, il rifacimento di viale Umberto I e di via Ariosto e, nel prossimo futuro, la costruzione di un nuovo ponte che colleghi il Cimitero Monumentale al Gattaglio) e con la sua capacità di mettere in dialogo l’interno e l’esterno ne diventerà cuore pulsante. «Il progetto di una scuola – ha confermato il professor Luigi Franciosini, ordinario di Progettazione architettonica all’Università di Roma Tre e autore del progetto insieme all’architetto Cristina Casadei – non è solo il tema, pur importante, di organizzazione degli spazi destinati alla didattica, ma è anzitutto un progetto per la città, che lo deve assorbire e con cui deve poter dialogare».

La nuova scuola è già stata presentata al consiglio d’istituto e prossimamente verrà presentata direttamente a famiglie e personale. Grande la soddisfazione del Comune: «Questo progetto – ha sottolineato il sindaco – è entrato nella graduatoria delle migliori 216 proposte italiane collegata alla riqualificazione degli edifici del Pnrr. Sarà un luogo importante e significativo per la città. Credo sia bello, anche nella parte finale del nostro percorso amministrativo, consegnare questo e vari altri progetti che riguardano il futuro della città: una sorta di eredità progettuale, al di là degli interventi legati alla contingenza». l

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