Meloni: «Mi sono commossa». Blitz in mezzo agli alluvionati
La premier è atterrata ieri mattina a Rimini direttamente dal Giappone Prima Forlì poi Faenza infine l’incontro in prefettura a Ravenna
Ravenna «Mi scuserete se c’è stata suspense su dove dovessi andare, non volevo farlo. Sono contro le passerelle. Mi sono anche commossa e ho trovato tanta gente commossa dalla tragedia ma anche commossa di speranza». Così, a Ravenna, Giorgia Meloni ha giustificato i suoi spostamenti lontano dai riflettori avvenuti ieri tra i Comuni alluvionati della Romagna. Nemmeno 24 ore prima, era arrivato l’annuncio del suo rientro in anticipo dal G7 in Giappone per stare vicino alla “sua” Italia. Poi la notizia del suo atterraggio in tarda a mattinata a Rimini (invece che a Forlì, come si era ipotizzato) seguita da ore di silenzio stampa, con uno snervante tamtam, fra giornalisti di tutta Italia, da un luogo all’altro, in cerca di notizie sulla posizione della premier. «Nessuno sa dove sia e questo credo che sia un fatto molto apprezzabile perché di tutto abbiamo bisogno, in questo momento, tranne che di passerelle con codazzi di centinaia di persone», è stato il commento del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, che nel pomeriggio l’ha incontrata insieme al prefetto della città e, tra gli altri, al presidente della Regione Stefano Bonaccini. Prima, però, a rompere il mistero è stato un cittadino (un parrucchiere di San Pietro in Vincoli) che ha diffuso sulla propria pagina Facebook un video, diventato subito virale, di Meloni – camicia verde, pantaloni blu e stivali di gomma – in visita ai residenti di Ghibullo, nel Ravennate, pesantemente colpito dall’alluvione. «Neanche il sindaco qui è venuto, Bonaccini, nessuno. L’unica che si è presentata oggi a sorpresa: Giorgia» dice nel breve filmato. Prima ancora, la Presidente del Consiglio ha sorvolato in elicottero i territori colpiti fino a Forlì, dove si è incontrata fuori dal casello con il governatore emiliano-romagnolo per confrontarsi sulla questione dell’emergenza maltempo. Uno striscione contro la premier è spuntato alle porte del centro: «Meloni basta passerelle: fondi alla popolazione». Insieme, i due, sono poi andati a Faenza, in una via popolata da diverse attività imprenditoriali. Infine, l’arrivo nel centro di Ravenna che, ad oggi, da sola, conta quasi 20mila sfollati. Con la progressiva pulizia della aree alluvionate, favorita anche dal sole che ieri ha sorriso a una Romagna in grande sofferenza, il numero degli evacuati è tuttavia calato: sono poco più di 23.300, diecimila in meno in un solo giorno. Forlì-Cesena è la seconda provincia più colpita (quasi 5mila evacuati), seguita da Bologna (circa 1.900). Ieri, per Meloni, è stata l’occasione per vedere con i propri occhi la situazione su cui per giorni è stata aggiornata mentre si trovava dall’altra parte del mondo e, soprattutto, per ascoltare i bisogni espressi dagli amministratori che, dal giorno della tragedia, sono al lavoro al fianco dei loro cittadini. Un segnale di vicinanza, quello dimostrato dal governo, che la premier ha tenuto a ribadire. «Il governo c’è. È stata una tragedia ma può essere un’occasione per rinascere più forti, difficile fare stime ma andranno mobilitate molte risorse». Quanto visto e ascoltato durante la sua visita in Romagna servirà per orientare i provvedimenti più urgenti che domani, a Roma, saranno al vaglio del Consiglio dei Ministri. Un giorno di tempo, quindi, per “stringere” sul da farsi per dare le prime risposte ai cento Comuni alluvionati. Ieri, in prefettura, la premier ha seguito con particolare attenzione il “nodo” frane, che ha messo ko centinaia di strade soprattutto nelle zone montane. Quelle totalmente chiuse sono quasi 200 su un totale di oltre 600 danneggiate. «Vengo dal G7 nel quale in tanti ci hanno detto “se serve qualcosa noi ci siamo”, cerchiamo di ottimizzare anche questa disponibilità».
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