Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia

«Unimore, una storia di coraggio basata sulla collaborazione»

Martina Riccò
«Unimore, una storia di coraggio basata sulla collaborazione»

Venticinque anni fa l’accordo che portò all’Università di Modena e Reggio. Il rettore di allora, Cipolli: «Quello che sembrava un azzardo è stato un successo»

4 MINUTI DI LETTURA






Reggio Emilia Insieme. Al di là degli interessi particolari, al di là dei campanili. Quella dell’Università di Modena e Reggio è una storia di incredibile coraggio e visione, iniziata ufficialmente il 27 maggio del 1998.

Ieri, esattamente 25 anni dopo la firma del protocollo d’intesa che fece diventare il progetto realtà, quella storia è stata non solo ricordata e raccontata, ma anche festeggiata. «Perché, a venticinque anni dalla sottoscrizione di quel protocollo, possiamo dire con assoluta certezza che questa iniziativa ha avuto un incredibile successo», ha affermato il rettore di Unimore, Carlo Adolfo Porro, aprendo la cerimonia organizzata nell’aula magna Manodori di palazzo Dossetti, alla presenza del sindaco Luca Vecchi, della vicepresidente della Provincia Claudia Aguzzoli, del presidente della Camera di commercio Stefano Landi, di Romano Sassatelli (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio “Pietro Manodori”) e di Carlo Baldi (presidente della Fondazione Far Studium Regiense).

La trasformazione dell’università, con l’apertura della sede reggiana, in un ateneo a rete di sedi, «ha non solo ampliato le opportunità accademiche, ma segnato un’importante evoluzione per la nostra comunità – ha sottolineato il rettore –. Questo avvenne in un contesto storico di crescente attenzione verso l’evoluzione di una società basata sulla conoscenza e l’unificazione economica dell’Unione Europea».

A ricordare lo sforzo – titanico e corale – compiuto per arrivare alla firma, sono stati il rettore di allora, Carlo Cipolli, e il presidente della Fondazione Far Studium Regiense, Carlo Baldi, protagonisti attivi di questo “miracolo”.

«Quella che al tempo sembrava una sperimentazione azzardata – ha raccontato Cipolli, primo rettore dell’Università di Modena e Reggio – si è invece rivelata programmazione realistica e addirittura sottostimata, visto i risultati ottenuti in questi anni dall’ateneo e le sue potenzialità ancora inespresse. Basti dire che nel ’98, puntando in alto, si sperava di arrivare a ventimila studenti iscritti, ora gli iscritti sono già oltre i 26mila».

La realizzazione dell’università a rete di sedi, è stato sottolineato ieri da tutti i presenti, è stata possibile solo grazie alla collaborazione dell’università con gli enti locali, le istituzioni, le associazioni culturali, economiche e produttive, gli istituti di credito e le fondazioni bancarie del territorio.

«Questa documentata collaborazione – ha ricordato Cipolli – fu decisiva per accreditare il progetto di trasformazione dell’Università di Modena in rete di sedi, assicurandone la fattibilità tramite gli impegni assunti nel quadro dell’alleanza delle autonomie postulata dalle leggi 59 e 127 del 1997 (cosiddette leggi Bassanini)». Per contenere la potenziale frammentazione del sistema universitario, all’inizio del 1997 le due leggi Bassanini disposero, oltre a notevoli semplificazioni procedurali, importanti incentivi finanziari per la costituzione di “atenei multicampus”, ovvero a rete di sedi. L’Università di Bologna predispose rapidamente i necessari accordi con gli enti locali della Romagna per la trasformazione in università multicampus con la denominazione di Alma Mater-Università di Bologna. Parallelamente l’università di Modena avviò interlocuzioni formali con gli enti sovventori di Reggio Emilia, con gli atenei che vi avevano attivato corsi per l’eventuale subentro e con il Ministero dell’università e della ricerca per definire condizioni e adempimenti per l’eventuale trasformazione in multicampus.

L’esito positivo di tutte le interlocuzioni orientò gli organi di governo dell’Università di Modena e gli enti sovventori di Reggio Emilia a preferire lo sviluppo sinergico e programmato di due sedi in un potenzialmente grande ateneo rispetto allo sviluppo antagonistico e incerto di due atenei che, quasi sicuramente, sarebbero rimasti piccoli. Inoltre, ha ricordato Cipolli, «la nuova denominazione Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (con la presenza nel nome della sede anche reggiana, a differenza di quanto avvenuto nell’ateneo a rete di sedi di Bologna e della Romagna) concretizzava il sogno ricorrente di un’università a Reggio Emilia e sanava il vulnus arrecato alla città nel 1793 dal Duca Francesco III d’Este, che aveva chiuso lo Studium Regiense, da lui stesso riconosciuto nel 1752 (come prova il sigillo della Fondazione Far Studium Regiense riscoperto nel 2015)».

A distanza di 25 anni la validità del modello a rete di sedi dell’Università di Modena e Reggio è confermata dall’attrattività dell’ateneo (da circa 14.000 studenti iscritti nel 1997-98 a oltre 27.000 nel 2021-22, dei quali oltre il 30% fuori Regione); dal sostanziale equilibrio nelle iscrizioni nelle due sedi, come ipotizzato nel 1998 (60% a Modena e 40% a Reggio); dallo sviluppo di attività di ricerca continuative e dal livello internazionale delle pubblicazioni dei docenti e ricercatori di entrambe le sedi; dalla collaborazione con gli altri atenei della regione per la realizzazione di corsi di studio interuniversitari (in Ingegneria dell’automotive e in Scienze e tecniche psicologiche), ottimizzando l’utilizzo delle rispettive risorse di docenza e di supporti tecnologici.

«Non è scontato che la competizione tra campanili possa trasformarsi in collaborazione e realizzazione di una visione sul lungo periodo – il commento del sindaco Luca Vecchi – ed è quindi giusto riconoscere alle istituzioni di allora la capacità di compiere un’operazione decisamente fuori scala, al di là delle sempre facili battaglie da cortile. Se guardiamo al futuro possiamo dire questo: l’università vuole continuare a crescere, a migliorarsi, e la città vuole fare altrettanto. Continuiamo ad agire insieme per realizzare eccellenza». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google