Festeggiano le nozze di diamante con una donazione al Grade
Reggio Emilia Alfredo Tedeschi ed Ermanna Zagni, sposi da 60 anni, vogliono ringraziare la Chirurgia Oncologica del Santa Maria Nuova: «Nel 2011 due grandi medici mi salvarono la vita»
Reggio Emilia Si sono sposati il 1° giugno del 1963. Oggi, quindi, Alfredo Tedeschi e la moglie Ermanna Zagni festeggiano il traguardo dei 60 anni di matrimonio. E hanno deciso di farlo con un bel regalo, ma non per loro stessi, un regalo rivolto alla comunità.
Hanno infatti scelto di effettuare una generosa donazione al Grade Onlus. Lo spiega lo stesso Alfredo: «Io (Tuto e Grissino per gli amici) e mia moglie abbiamo scelto di fare una donazione al Grade nel nostro anniversario per ringraziare il reparto di Chirurgia Oncologica dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. In particolare due grandi professionisti che nel 2011 mi salvarono la vita: il dottor Claudio Pedrazzoli e il dottor Alessandro Giunta, e naturalmente le loro équipe e tutto il personale del reparto».
«Ringraziamo con tutto il cuore Alfredo ed Ermanna – commenta Valeria Alberti, direttrice del Grade – che hanno scelto di celebrare 60 anni d’amore con uno splendido atto che andrà a favore di tutti, sostenendo in particolare la ricerca per introdurre nuove terapie sui linfomi. Il Grade sta infatti sostenendo due studi nazionali che coinvolgono decine di centri di ricerca in tutta Italia, coordinati dai medici del Santa Maria Nuova Francesco Merli, che è anche presidente del Grade, e Stefano Luminari».
«Una persona perbene». Così lo definisce il dottor Claudio Pedrazzoli. «Me lo ricordo bene – racconta –. Era stato sottoposto a una resezione dell’esofago con trasposizione dello stomaco in torace in prima persona dal dottor Giunta, io allora ero direttore ma lo aiutai semplicemente perché Giunta ha competenza in questo tipo di chirurgia molto complessa. Tedeschi era il falegname dell’ospedale, un grande professionista e sempre disponibile insieme al figlio». E non manca un episodio divertente tra i ricordi del dottor Pedrazzoli. «Il signor Tedeschi, come membro della squadra di cicloturismo del nostro ospedale, un giorno invitò me e un mio collega otorino perché voleva fare di noi dei campioni e si adoperò come allenatore. Poi un giorno io e il mio collega ci fermammo a sua insaputa in un forno pasticceria... solo allora capì che non ce l’avrebbe mai fatta nei suoi intenti». Per poi concludere: «Mi piace definirlo “una persona perbene”. Caro Tuto siamo contenti che tu sia guarito e che tu possa festeggiare questo anniversario anche perché questo mondo ha bisogno di gente come te».l
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