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Omicidio in stazione

I cittadini: «Morte annunciata, speriamo sia l’ultima»

Serena Arbizzi
I cittadini: «Morte annunciata, speriamo sia l’ultima»

Reggio Emilia Il comitato di viale IV Novembre: «Siamo aspettando l’incontro con le autorità». Gli amici del 18enne ucciso sui social annunciano ritorsioni: «Tempo al tempo, la vendetta arriva»

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Reggio Emilia «Era una morte annunciata: dispiace dirlo perché la vittima era giovanissima, ma se non si corre ai ripari rischiamo che diventi la prima di una serie. Non vorremmo mai che le cose seguissero questo corso».

Il comitato di cittadini di viale IV Novembre chiede a gran voce un incontro con le autorità locale e con la rappresentanza del Governo a Reggio Emilia. Sul piatto tanti temi: primo fra tutti, come risolvere con urgenza la situazione di pesante degrado che provoca episodi tragici come quello che si è verificato nella notte fra martedì e ieri, con l’omicidio del 18enne Thabet Mohamed Ali.

«È da anni che chiediamo un cambio di passo – sottolinea Gianni Felici, appartenente al comitato e residente nel quartiere –. Finalmente sono iniziati i controlli che costituiscono la base per i giri di droga. Occorre farsi delle domande, tuttavia: come perché i delinquenti spacciano fuori dai negozi? Ne è stato chiuso uno vicino alla stazione che costituiva lo smercio di sostanze stupefacenti. Ma dev’essere solo l’inizio di un cambiamento. Ancora, occorre chiedersi se questi esercenti pagano la tassa dei rifiuti, vista la situazione, dove degrado si aggiunge a degrado».

Per i residenti la legalità dovrebbe essere una priorità.

«Il tema del degrado è anche visivo: dal primo impatto, dalle cosiddette piccole cose, si arriva al resto – aggiunge Felici –. La cura della città passa attraverso tanti gesti: come aggiustare il semaforo attraversamento ciechi, che non funziona ancora. Il comitato di viale IV Novembre sta aspettando un incontro con le autorità locali e i rappresentanti del governo sul territorio. Speriamo che ci venga concesso presto. La situazione è urgente, come mostra l’episodio gravissimo che si è verificato alla stazione».

Sui social, intanto, gli amici del giovane ucciso, preso in carico come minore non accompagnato, scrivono messaggi strazianti per ricordare il loro amico. «Non si può morire così, saremo con te, fratello. Rip», annota una ragazza su Instagram e, postando un’altra foto: «Riposa in pace, non ti meritavi quello che ti è successo».

E, ancora, c’è chi annuncia vendetta: «Chiunque sia stato, tranquilli: tempo al tempo. La vendetta arriva». Un altro ragazzo scrive: «Adesso che avete tolto la vita a un ragazzo di 18 anni siete felici? Fate schifo, ma non siete nessuno per decidere il destino di una persona. Ormai indietro non si può tornare perché il tempo va avanti e spero che andrà avanti per bene e vi darà tutto quello che vi meritate».

Accanto all’omicidio di Ali, che rappresenta il culmine degli episodi di criminalità alla stazione, si moltiplicano i casi di delinquenza sempre nella zona della stazione. Martedì sera, poche ore prima dell’omicidio, si sono verificati degli scontri a seguito di un furto subito da un uomo di origine africana, derubato di mille euro in contanti. Innumerevoli, poi, gli schiamazzi segnalati dai residenti all’altezza del bar Marconi e in via Eritrea, dove sono presenti numerosi assembramenti a tutte le ore del giorno e anche quando cala il buio.

Rapine e furti sono all’ordine del giorno e il comitato da tempo chiede l’arrivo dell’esercito per risolvere la situazione. «Sotto le nostre case passano 40.000 persone al giorno – specifica Gianni Felici –. E uno dei luoghi attraversato da più persone in città. La politica deve dare una risposta: ricordo che, durante le amministrazioni precedenti, un’assessora venne a fare visita al quartiere dopo un’aggressione tra viale IV Novembre e via Tondelli».

Ci sono anche tanti giovanissimi, come testimonia l’età della vittima dell’omicidio, tra i balordi alla stazione. Ed è evidente il legame con le baby gang che imperversano in città. l


 

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