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Fabio Lepore, campione di kick boxing e ricercatore Unimore

Paolo Ruini
Fabio Lepore, campione di kick boxing e ricercatore Unimore

Il 28enne di Scandiano, che di professione fa il ricercatore di biotecnologie all’Università di Modena, ha vinto il titolo italiano

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Scandiano È scandianese il nuovo campione italiano di kick boxing della Asi Kb specialità Light Contact 65 chilogrammi. Si chiama Fabio Lepore, ha 28 anni e, oltre ad amare questa arte marziale, di professione fa il ricercatore di biotecnologie all’Università di Modena. «Mi sono avvicinato alla kick boxing a 16 anni – spiega Fabio Lepore – e grazie al mio maestro Luca Corradini ho iniziato ad apprezzare questo sport, che è veramente completo sia a livello agonistico che a livello di gruppo».

Cosa l’ha spinta ad affrontare il campionato italiano?

«Dopo tanti anni di palestra e di allenamenti, mi sono convinto che forse avevo raggiunto la maturità per affrontare la prova del campionato italiano, e ho passato un anno in cui mi sono preparato in modo scrupoloso, imparando delle nuove tecniche di combattimento sia nella palestra che frequento qui a Scandiano, la Kbs, che alla Kick Boxing Accademy di Sassuolo, dove esiste una sorta di gemellaggio fra noi atleti. Questo mi ha permesso di raggiungere una preparazione atletica molto buona che mi ha dato la possibilità di vincere il titolo italiano, anche se, a dire il vero, è stata molto dura per la grande preparazione degli atletici che ho affrontato».

Per Fabio la kick boxing è uno sport completo non solo a livello fisico, ma anche a livello mentale, perché sviluppa in modo omogeneo tutti i sensi e le potenzialità di una persona, soprattutto quelle della concentrazione e della lucidità, molto utili nell’affrontare prove difficili o impegnative sia sul ring che nella vita di tutti i giorni.

Per Luca Corradini la vittoria nel campionato italiano rappresenta un grande successo per la Kbs di Scandiano, l’associazione che prima del Covid riempiva ben tre palestre di ragazzi e ragazze che praticavano questo sport. Nel periodo della pandemia, da oltre cento soci sono scesi a soli 15, con il rischio di chiudere definitivamente. Ma poi, terminata l’emergenza sanitaria, sono riprese le iscrizioni, e ora sono 35 le persone che frequentano l’associazione. Questo permette di continuare a mantenere viva la pratica di questo tipo di arte marziale che in passato ha dato a Scandiano altri campioni italiani nelle varie categorie, come Andrea Corradini, Angelo Mendola, Elia Maramotti, Filippo Algeri e Laura Paterlini.l


 

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