Ovazione per Dalla Chiesa
Il generale ricordato alla Cavallerizza dagli alunni della scuola media a lui dedicata Il comandante dei carabinieri Andrea Milani: «Siamo orgogliosi di questi ragazzi»
Reggio Emilia Giovedì 1° giugno il teatro Cavallerizza ha ospitato l’evento conclusivo dell’iniziativa “Recitiamo la Legalità. Carlo Alberto Dalla Chiesa: una vita a difesa della libertà e della democrazia”. Gli alunni delle classi seconde e terze della scuola media Dalla Chiesa hanno messo in scena una toccante rappresentazione teatrale che ha ricordato il generale e prefetto, ucciso dalla mafia. Tra il pubblico ad applaudire i ragazzi, oltre alla dirigente scolastica Francesca Spadoni, anche il prefetto Maria Rita Cocciufa, il questore Giuseppe Ferrari, il comandante provinciale della guardia di finanza Filippo Ivan Bixio e il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Milani, promotore dell’iniziativa, che definisce il progetto «un’esperienza unica nel suo genere, frutto di una intensa collaborazione tra Arma dei carabinieri e istituti scolastici, autentica fucina del nostro futuro». Diversi i temi affrontati dai ragazzi: lotta alla mafia, difesa delle libertà, rifiuto del compromesso, estremo sacrificio di eroi consegnati alla storia; il tutto rappresentato con messaggi visivi e sonori forti e originali, ma soprattutto sinceri e sentiti. «Attraverso questo lavoro sinergico, durato mesi e avente la massima espressione nella rappresentazione teatrale andata in scena alla Cavallerizza – aggiunge Milani – ho avuto un’ulteriore conferma di quanto possano essere profondi questi ragazzi egregiamente indirizzati dai loro docenti, apprendendo attraverso i loro gli occhi e la loro percezione le sfumature della vita del generale Dalla Chiesa e i valori etici che lo stesso ha rappresentato in vita e tramandato dopo la sua morte». A colpire il comandante il fatto che gli studenti siano riusciti a raccontare così bene i valori e la storia del generale ucciso dalla mafia: «Il teatro è verità, diretto, schietto, senza filtri – afferma Milani – proprio come i giovani attori che hanno studiato la storia della vita familiare e professionale del generale Dalla Chiesa, soprattutto in quei 100 giorni difficili trascorsi dal generale nominato prefetto a Palermo. Questi giovani sono riusciti a evidenziare la vicenda umana e professionale di un grande carabiniere, di un grande italiano».
Protagonista della scena una narrazione approfondita, fatta di ritmi serrati, accompagnata da immagini e suoni stimolanti, alternati a momenti di recitazione spontanea. «Con questa progettualità – spiega il comandante Milani – si è pensato di sperimentare un modo nuovo di diffondere la cultura della legalità nelle scuole, con la partecipazione attiva dei ragazzi, credendo in loro e aiutandoli a esprimere le loro sensazioni conseguenti allo studio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, a cui è intitolata la loro scuola. Questi momenti sono importanti per avvicinare i ragazzi a figure educative ed istituzionali che possono orientare la loro crescita all’interno della società in cui saranno protagonisti, momenti oltremodo importanti perché svolti alla presenza dei loro genitori, a cui va il mio più sincero ringraziamento per la partecipazione e a cui tengo a ribadire di essere orgogliosi di quanto realizzato dai loro figli, nella consapevolezza che i carabinieri, così come le altre forze dell’ordine, saranno sempre al loro fianco. Con lo studio, la conoscenza, la cultura e soprattutto la cultura della legalità – conclude il comandante Milani – i giovani potranno crescere sviluppando solidi valori da poter trasmettere a loro volta, nella certezza che, come citato dal generale Dalla Chiesa: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”».
Il progetto, come tutte le più belle iniziative, si è concluso con una sorta di “premiazione”, nella quale tuttavia non ci sono stati vinti, ma solo vincitori: a essere premiato, infatti, sono stati l’impegno e la passione dimostrati da ogni ragazzo, e la consapevolezza di aver imparato (e diffuso) valori fondamentali. l
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