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«Per il killer avevo chiesto un decreto di espulsione ma non si è fatto in tempo»

Stefania Piscitello
«Per il killer avevo chiesto un decreto di espulsione ma non si è fatto in tempo»

Il sindaco di Sassuolo: «I delinquenti devono andarsene»

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Reggio Emilia Adi Mohsen, il 23enne che nella notte tra martedì e mercoledì ha ucciso con un coltello di 30 centimetri il 18enne Thabet Mohamed Ali alla stazione di Reggio, era destinatario di un decreto di espulsione.

A rivelarlo è il sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani. Mohsen, individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza, in queste concitate ore è ricercato anche a Sassuolo.

Plausibile che dopo l’omicidio il 23enne si sia spostato proprio nella città della ceramica. Una zona che conosce bene. «Qualche tempo fa – spiega Menani – durante un controllo da parte della nostra polizia locale, era stato trovato all’interno di una casa abbandonata».

Il primo cittadino sassolese incalza: «Avevo chiesto alla questura di espellerlo». E conferma: «C’era il decreto di espulsione. Però non ci sono riusciti, spesso queste procedure sono complicate e lunghe». Adi Mohsen era un volto noto alle forze dell’ordine: per l’individuazione è stata importante una foto segnaletica scattata in provincia.

Il killer (di origine tunisina) viveva a Sassuolo, ma, forse per i precedenti a suo carico (furto, in particolare nei supermercati e di biciclette, e ricettazione), aveva deciso di spostarsi nel Reggiano. E lì, le sue mani si sono macchiate dell’omicidio di Thabet Mohamed Ali: «Certi delinquenti che vengono identificati sul nostro territorio – continua amareggiato Menani – vanno subito espulsi. C’è chi cerca di giustificarli in qualche modo: io invece non lo faccio. Ritengo che debbano lasciare immediatamente il territorio».

Thabet Mohamed Ali è stato accoltellato nella notte tra martedì e mercoledì. È stato poco prima delle tre che è scattato l’allarme, lanciato da un cittadino che ha notato il corpo del 18enne riverso a terra, privo di coscienza.

Si trovava vicino ai binari della stazione di Reggio, in piazzale Marconi. Purtroppo il 118, il cui intervento è stato richiesto dai carabinieri, non ha potuto fare nulla se non constatare il decesso di Thabet. Subito sono state avviate le indagini e sono state ascoltate le testimonianze di alcuni presenti che hanno assistito al delitto e che hanno riferito di come l’assassino abbia colpito la vittima tra il collo e la clavicola.

La vittima era arrivata a Lampedusa e dopo essersi spostata in varie città d’Italia era approdata a Reggio Emilia, dov’era stato inserito in un progetto di accoglienza.

Per un periodo, Thabet Mohamed Ali era stato seguito nell’ambito di un progetto per minori non accompagnati, ma una volta compiuti 18 anni ad attenderlo c’era la strada. 


 

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