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A Ponte Secchia si scruta il cielo, ora il “fosso grande” fa paura

Jacopo Della Porta
A Ponte Secchia si scruta il cielo, ora il “fosso grande” fa paura

La provinciale 19 è stata riaperta ma si contano i danni a case e attività. Il canale è esondato due volte sabato e domenica a causa di due bombe d’acqua

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Baiso Ieri mattina a Ponte Secchia di Baiso si lavorava per ripristinare il prima possibile la viabilità compromessa dall’ondata eccezionale di maltempo, spalare il fango e pulire i garage e le attività danneggiate dalle due “bombe d’acqua” cadute nello stesso luogo a distanza di appena ventiquattr’ore.

La frazione si trova nel punto in cui il torrente Dolo si innesta nel fiume Secchia, in un contesto naturalistico molto bello. Arrivando in auto da Castellarano il corso del fiume, a tratti gonfio e impetuoso, appare più minaccioso del solito. «Abito qua da 60 anni, non certo da ieri, e una cosa del genere non l’avevo mai vista», dice Amerigo Venturelli, intento a spalare davanti a casa, nei pressi di via Casaletto di San Cassiano (strada chiusa al traffico perché la banchina è in parte ceduta).

La strada come un fiume

Il peggio è passato, ma negli occhi del residente c’è ancora la paura e affiora anche un filo di commozione quando ricorda la pioggia intensa di domenica pomeriggio. «Dopo pranzo ha iniziato a piovere fortissimo, poi il fosso che sta qua sopra è esondato e la strada è stata invasa dal fango. Negli ultimi quattro o cinque anni era già successo altre volte, ma non così tanto» spiega Venturelli.

Il canale in questione, chiamato “fosso grande”, scende da una collina a ridosso della provinciale 19 (denominata in quel tratto via Ponte Secchia) e poi passa sotto la carreggiata, tramite una condotta, e infine riaffiora dall’altra parte.

L’acqua normalmente viene canalizzata verso il greto del fiume Secchia, che scorre più in basso poco distante.

In condizioni normali la condotta e la conformazione del canale sono in grado di consentire il deflusso regolare. Per due giorni consecutivi, però, non è andata così.

Domenica il fango ha invaso l’abitazione che si trova davanti al punto in cui il “fosso grande” attraversa la provinciale. «Il giorno prima aveva piovuto di più – spiega il residente Franco Morotti – ma l’acqua era scesa a valle. Ieri invece è entrata nel nostro cortile. Era già successo che il fosso esondasse, anche nel 2018, ma non in questo modo».

Officina sott’acqua

Sabato erano state colpite l’officina River Car, in modo pesante, e il negozio di alimentari “La dispensa”, che invece domenica sono stati in parte risparmiati, anche perché erano stati posizionati dei sacchi di sabbia dalla protezione civile e perché c’erano i titolari delle attività che si sono adoperati per fermare l’acqua.

«I danni nella nostra officina sono molto ingenti – dice il titolare Lucio Lusetti, ieri al lavoro insieme al padre Claudio per ripristinare i locali dell’attività di famiglia –. Sabato l’acqua ha scardinato il portone e poi allagato tutto. Sono andati perduti i macchinari. Stiamo cercando di recuperare le attrezzature per poter ripartire il prima possibile, ma non sarà semplice».

Per rialzare la saracinesca ci vorranno 50mila euro, stima Claudio Lusetti, mentre i danni veri e propri sono molti di più, nell’ordine di 300mila euro.

L’officina dà lavoro a dieci persone e svolge anche il servizio di revisione di auto e mezzi pesanti. «Ho parlato con il sindaco Fabrizio Corti e ci assicura che sarà fatto tutto il possibile per avere risarcimenti rapidi» spiega l’artigiano.

Il vicino negozio di alimentari, gestito da Emanuela Ciocci (moglie di Lucio Lusetti) e Ilaria Borra, ieri era regolarmente aperto. «Sabato sono entrata e ho subito staccato il generatore – dice Ciocci –. L’acqua aveva provocato un problema al banco frigo ma è intervenuto un tecnico e lo ha riparato rapidamente, così non ho perso gli alimenti». L’ondata di piena ha coinvolto anche i garage dello stesso stabile, uno dei quali di proprietà dei coniugi Lusetti-Ciocci.

I danni complessivi nella frazione di Ponte Secchia sono piuttosto circoscritti, soprattutto se si pensa alla quantità di acqua esondata.

Tecnici al lavoro

Ieri mattina tra i residenti era palpabile la preoccupazione.

Il cielo nero e le previsioni meteo non lasciavano infatti del tutto tranquille le persone che vivono in zona.

Gli abitanti, alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, auspicano un intervento per mettere in sicurezza il “fosso grande”, che d’ora in poi sarà sempre un osservato speciale quando piove molto.

Per tutto il giorno tecnici comunali, provinciali e regionali, si sono alternati nella frazione di Baiso, mentre il transito sulla Sp 19 era comunque stato riaperto poco prima della mezzanotte di domenica.

Sopralluogo col drone

Ieri mattina, prima che la nebbia calasse sulla zona, la polizia provinciale – d’intesa con il Comune di Baiso e in accordo con la sala operativa della compagnia carabinieri di Castelnovo Monti – ha fatto alzare in volo il drone della Provincia di Reggio Emilia per una ricognizione sull’intero versante che sovrasta Ponte Secchia.

Un’operazione fondamentale per comprendere l’entità del fenomeno, ma anche per poter valutare possibili interventi.

Le immagini sono state trasmesse in diretta all’Unità operativa Manutenzione strade del Servizio Infrastrutture.

Il sorvolo del drone, durato alcuni minuti, è iniziato dal punto più critico, dove il canale è tracimato sulla Sp 19, e – risalendo il versante – ha raggiunto la strada comunale per Debbia, dove le acque hanno eroso una piccola parte della carreggiata e dove sono in corso dei lavori. l




 

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