Castelnovo Monti, una famiglia deve buttare tutto e una coppia quasi isolata a Gatta
La conta dei danni dopo l’esondazione dello Spirola
Castelnovo Monti Una famiglia arrivata da Milano per trasferirsi sulla nostra montagna, costretta a buttare ogni cosa di quella imballata e pronta in attesa del trasloco, mobili e vestiti compresi. E una giovane coppia da poco trasferitasi nella zona rimasta parzialmente isolata a seguito del danneggiamento di un ponte, con l’auto bloccata a circa 300 metri da casa. Sono le situazioni più eclatanti provocate dall’esondazione di mercoledì del Rio Spirola a Gatta.
Il peggio è passato, ma il giorno dopo l’ennesimo nubifragio che ha fatto finire sott’acqua l’intera frazione castelnovese e messo in seria difficoltà cittadini e aziende, le ruspe e gli uomini sono ancora alle prese con la pulizia di strade e, soprattutto, case. E ne avranno ancora per molto. La conta dei danni è solo iniziata.
Nel cuore della frazione, colpita dall’esondazione del rio, affluente del Secchia, ad avere la peggio, su una quindicina di abitazioni coinvolte, è proprio la casa in fondo al borgo, dove una mamma con la figlia arrivate da Milano attendeva il trasloco nell’abitazione di fronte.
La drammaticità della situazione è stata fin da subito chiara: «È tutto da buttare. Sono bastati pochi secondi», aveva commentato amaramente la signora nell’immediatezza. Nel pomeriggio di ieri è intervenuta ancora la Protezione civile per aiutare la famiglia nello sgombero.
Una situazione ben presente al sindaco Enrico Bini, impegnato ieri nei sopralluoghi nelle zone colpite dalla bomba d’acqua, insieme all’assessore Giorgio Severi e al tecnico comunale Fabio Sassi: «Un ulteriore dispiacere per questa famiglia. Saranno aiutati, anche se non è facile prevedere le tempistiche dei risarcimenti».
A Mulinello una giovane coppia che risiede nel borgo vicino alla strada comunale per Giarola, dovrà fare a piedi l’ultimo tratto fino a casa: il ponte sullo Spirola è stato invaso dall’acqua e dal fango traboccati dal rio che lo hanno reso inagibile: «È da demolire e rifare – spiega Bini –. Anche in questo caso sarà la Regione con il Genio Civile, l’attuale Demanio idrico, a dovere intervenire».
Ma le aree vicine al corso d’acqua, sotto la minaccia di altre perturbazioni – un altro temporale, per fortuna non eccezionale come quello di mercoledì, si è abbattuto sull’area anche ieri – non possono aspettare.
A Gatta ruspe e uomini hanno già tolto di mezzo i tappi di vegetazione che si erano creati nei pressi dei due ponti dai quali le acque erano tracimate dividendosi in due e allagando in pochi minuti l’intera frazione.
Tutti hanno cercato di dare una mano e in poche ore le strade sono state liberate, anche nella zona di Felina. Ma i danni sono ingenti anche qui: «Tra le altre cose ci sono interi tratti di fognatura da rifare», dice il primo cittadino di Castelnovo Monti.
Il lento ritorno a una parziale normalità si registra anche a Carpineti dove ieri si è svolta la verifica statica del ponte che conduce all’isola ecologica e al depuratore di Cigarello, nel frattempo chiuso per precauzione e ieri riaperto. Riapeto anche quello più a monte sul Tresinaro che, inondandosi, aveva isolato il borgo di Vinceto (3-4 famiglie) per un paio di ore. Mentre in via San Pietro sono stati rimossi alcuni degli smottamenti e, in un tratto, limitata la circolazione a senso unico alternato con velocità ridotta a 30 km orari a causa di un avvallamento. l
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