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L’affondo

«Urbanistica, soldi per un manager poi Cavriago decide di fare da sola»

Daniela Aliu
«Urbanistica, soldi per un manager poi Cavriago decide di fare da sola»

Unione Val d’Enza Critiche del consigliere Iotti sul Pug intercomunale

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Cavriago «Il Comune di Cavriago certifica l’ennesimo fallimento dell’Unione». Lo afferma Alberto Iotti, capogruppo di “Alternativa civica per Sant’Ilario e Calerno” nel Comune di Sant’Ilario e consigliere dell’Unione Val d’Enza, che solleva la questione del Pug (Piano urbanistico generale) affermando che il Comune di Cavriago ha deciso di “abbandonare” l’Unione Val d’Enza a livello urbanistico.

La presa di posizione fa seguito alla comunicazione della sindaca di Cavriago indirizzata il 13 aprile scorso al presidente dell’Unione Val d’Enza, Luca Ronzoni. «Davanti a questa comunicazione, la giunta dell’Unione, in deroga agli accordi e alla convenzione sottoscritti dai consigli comunali, esprime parere favorevole confermando il fallimento» afferma Alberto Iotti. «Dopo 5 anni passati inutilmente, Cavriago ha deciso di procedere in modo autonomo alla redazione del Pug. Una decisione clamorosa ma pienamente comprensibile, visti i tanti anni trascorsi senza che l’Unione producesse nulla in materia urbanistica, nonostante le affermazioni contenute nei documenti di programmazione e le dichiarazioni “impegnative” del sindaco Palù (delegato per la materia urbanistica) tra le cui perle c’era la previsione di adozione dello strumento urbanistico entro il 2022».

Tutto ebbe inizio nel 2018, quando venne sottoscritto l’accordo territoriale tra l’Unione e tutti i Comuni della Val d’Enza per la predisposizione e l’approvazione del Pug intercomunale. A seguire, la sottoscrizione di una convenzione tra Unione e Comuni della Val d’Enza per la costituzione di un ufficio di piano intercomunale, finanziato dalla Regione. «Risultato di tutti questi atti? È stato costituito l’ufficio in Unione con un addetto in comando dal Comune di Gattatico per 15 ore la settimana – afferma Iotti – ma si è trattato di un atto totalmente formale, che non ha portato ad alcun risultato. Soldi buttati al vento. Assieme alla decisione di recedere dall’accordo territoriale, Cavriago diplomaticamente parla in ogni caso di collaborazione con l’Unione e con gli altri Comuni, ma la sostanza non cambia di una virgola. Di fatto, decade anche l’ipotesi che i Comuni trasferiscano la funzione urbanistica all’Unione. Soltanto l’anno scorso il manager ingaggiato dall’Unione, finanziato con circa 80.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna con lo scopo precipuo di individuare due nuove funzioni da trasferire all’Unione, indicava tra queste la funzione urbanistica».

«Per l’anno 2023, improvvisamente e senza spiegazioni, il manager coadiuvato dalla giunta cambia idea e torna sui suoi passi. Così la confusione regna totale e la decisione del Comune di Cavriago è lì a dimostrarlo. La decisione di Cavriago rappresenta un fatto politico-istituzionale rilevante, perché conferma nella pratica il diritto di un singolo Comune di riprendersi la propria autonomia su una singola materia in precedenza delegata all’Unione. Ci auguriamo che anche il Comune di Sant’Ilario sappia compiere valutazioni analoghe, a partire dalla riappropriazione della polizia locale, la cui presenza sul territorio del nostro Comune è totalmente inadeguata», conclude Iotti. l


 

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