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L’emergenza idrogeologica

A Felina di Castelnovo Monti: «In mezz’ora ricoperti di acqua e fango. Ne siamo venuti fuori aiutandoci tra noi»

Miriam Figliuolo
A Felina di Castelnovo Monti: «In mezz’ora ricoperti di acqua e fango. Ne siamo venuti fuori aiutandoci tra noi»

Al Fornacione di nuovo operativi. Altre aziende agricole in seria difficoltà

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Castelnovo Monti «Prima l’acqua, tracimata dai fossi che scendono dal monte Fosola, poi il fango, dovuto a una frana scesa sulla strada, che è arrivato fino a dentro le stalle. In mezz’ora ci siamo ritrovati in mezzo a un fiume alto un metro e mezzo».

A descrivere quanto accaduto e quello che, ancora una volta, viene definito «un evento eccezionale e mai visto qui», è Giuseppe Sironi, presidente della società cooperativa agricola Latteria del Fornacione.

«Ora va abbastanza bene – spiega poi Sironi –. Il peggio l’hanno avuto i vicini della Fattoria Roncadelli, ma ci siamo dati una mano tra noi. Ci siamo messi al lavoro fin da subito e abbiamo ripulito con i nostri mezzi e uomini, poi è arrivato l’espurgo. Ci siamo fermati verso le 22.30. Oggi le strade sono libere e, per fortuna, noi non abbiamo registrato danni strutturali».

La “bomba d’acqua”, che mercoledì ha provocato allagamenti e smottamenti, ha avuto il suo epicentro proprio sul monte Fosola, facendo precipitare una quantità impressionante d’acqua e di fango, tramite i fossi e i corsi d’acqua, da una parte sulla valle dello Spirola, dove il rio è tracimato allagando la frazione di Gatta, e dall’altra sulla valle del Tresinaro, nel carpinetano dove sono rimasti chiusi per alcune ore ponti e tratti di strada.

Ne sono rimaste coinvolte case, strade e numerose aziende sui due lati del monte. Nel territori di Castelnovo Monti, oltre alla Fornace e alla Fattoria Roncadelli a Felina, anche al l’azienda agricola Fontanino, sulla strada che da Felina porta a Gatta, è rimasta allagata, abitazione compresa, sempre dalle acque tracimate dallo Spirola. Sott’acqua anche l’azienda Paradiso delle Rosse, importante allevamento di vacche per la produzione del Parmigiano Reggiano, a causa dell’acqua tracimata dal fosso Del Merlo. Anche in questi casi sono stati gli stessi soci e operatori a ripristinare il tutto in tempi record. l

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