A Castelnovo Sotto e Cadelbosco Sopra la Pubblica Assistenza celebra i suoi primi 40 anni di attività
Domenica mostra e pranzo dei volontari
Castelnovo Sotto e Cadelbosco Sopra Sono passati ormai 40 anni dai primi servizi di soccorso, e in questi giorni è tutto pronto per festeggiare con una mostra e un grande pranzo per i volontari. Parliamo della Pubblica assistenza e soccorso di Castelnovo Sotto e Cadelbosco Sopra.
Presidente Matteo Balugani, quali iniziative avete organizzato per celebrare l’anniversario?
«Con tre eventi nei nostri due Comuni. Domenica 11 giugno iniziamo con una mostra fotografica a Castelnovo Sotto, cui segue un pranzo nella nostra sede con volontari attivi ed ex. Nella mostra esporremo le foto più significative della nostra storia. A Cadelbosco, per la Notte Bianca, potremo invece inaugurare una nuova ambulanza, grazie al lascito importante di un nostro ex volontario. A settembre, infine, organizzeremo due giorni di festa a Castelnovo, con ristorante e spettacoli, riprendendo quella tradizione che avevamo prima del Covid, con altre organizzazioni di volontariato. Avremmo voluto fare di più, ma dobbiamo calibrarci sulle disponibilità attuali...».
Cosa intende?
«Da diversi anni purtroppo abbiamo meno volontari. In particolare, penso ai pensionati. Con la pandemia, soprattutto nella prima fase, abbiamo subito un colpo importante, perdendo quei volontari: alcuni si sono fermati. Poi però lo spirito di servizio ha prevalso. Per un organizzazione di volontariato, la ricchezza più grande sono in assoluto i volontari».
Com’è nata la vostra associazione?
«Nel 1983, a seguito della riorganizzazione provinciale degli ospedali, che vide la chiusura di quello di Castelnovo Sotto, un gruppo di castelnovesi e cadelboschesi capì che era necessario organizzare i trasporti dei malati in ambulanza a Reggio Emilia. Negli anni a seguire abbiamo avuto tanti cambiamenti e miglioramenti».
Quali servizi fornite alla comunità?
«Ci occupiamo di due ambiti: i servizi in ambulanza e i trasporti sociali verso la cittadinanza e i disabili con macchine e pulmini. Le nostre ambulanze sono impegnate nei servizi d’emergenza urgenza h24 con il 118 sui nostri Comuni, e nei trasporti tra le varie strutture sanitarie. I trasporti sociali sono in costante aumento, e credo assumeranno in futuro sempre maggiore importanza. A questo aggiungo il gruppo di Protezione civile, che lavora e ha lavorato sia in ambito locale, che nelle grandi emergenze nazionali».
Come in Romagna.
«Là stiamo fornendo il nostro contributo con il coordinamento di Anpas regionale. Squadre di volontari sono andate sia in ambulanza, che con dei mezzi tecnici. Sempre con Anpas stiamo cercando di far arrivare tutti quei beni necessari per ripristinare le strade e aiutare cittadini e imprese».
Un po’ di numeri. Quanti volontari e mezzi?
«Oggi possiamo contare su circa 170 volontari e una decina di dipendenti. Ma continuiamo a cercare sempre nuovi volontari. Possiamo inserirli trovando il servizio che meglio si addice per disponibilità e sensibilità. Non è assolutamente necessario andare in ambulanza. Su un totale di oltre 10.500 servizi, comprese le emergenza, facciamo 6mila trasporti sociali l’anno, e per questi non serve un corso particolare».
Qual è oggi il rapporto con la comunità?
«È buono, la cittadinanza riconosce i nostri servizi e sacrifici, per cui ogni anno riceviamo donazioni che ci permettono di continuare il nostro lavoro. Per questo motivo da sempre i trasporti sono gratuiti per i cittadini di Castelnovo e Cadelbosco. Aggiungo che negli ultimi anni abbiamo rafforzato i rapporti con le altre associazioni, e le amministrazioni: solo il lavoro di squadra può portare benefici ai cittadini». l
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