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Bagnolo, papà di due bambini muore dopo lo schianto in moto

Miriam Figliuolo
Bagnolo, papà di due bambini muore dopo lo schianto in moto

Non ce l’ha fatta Rocco Pizzulo, il motociclista ferito nello schianto di via Fermi. Era stato tentato anche un intervento. Ma nulla ha potuto contro i gravissimi traumi

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Bagnolo Non ce l’ha fatta e lascia orfani due bambini e una moglie vedova, il motociclista di 40 anni rimasto coinvolto, giovedì mattina, in un incidente, mentre era in sella alla sua moto, nella zona artigianale di Bagnolo.

Si chiamava Rocco Pizzulo. Era originario di Avellino, ma residente da tempo a Carpi (Modena), dove si era diplomato all’Itc “A. Meucci” di via dello Sport.

Lascia la moglie, Donatella Puopolo, con la quale era sposato da oltre 11 anni, e i loro due bambini.

Il decesso è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri all’ospedale Maggiore di Parma. Dopo l’incidente Pizzulo era stato trasportato d’urgenza nella città ducale per il reparto di Rianimazione, a bordo dell’elisoccorso, decollato proprio da Parma.

Fin da subito i medici per lui avevano riservato la prognosi. Le sue condizioni erano apparse gravissime già ai primi soccorritori giunti sul luogo dell’incidente.

Lo schianto tra la sua moto e un’auto – ma di riflesso era stato coinvolto anche un autocarro – era stato devastante. La moto di Pizzulo, una Sanyang 250, ne era uscita in mille pezzi rimasti sparpagliati sull’asfalto per diversi metri, a indicare ulteriormente la violenza dell’impatto.

L’incidente, costato la vita a un giovane papà di due bimbi ancora in età scolare, è avvenuto in via Fermi, a soli cinque minuti dall’arrivo di Pizzulo alla Meta C.G.M. spa Divisione medicale, in via Villa a Reggio Emilia, dove l’uomo lavorava come responsabile magazzino da oltre 17 anni – come si evince dal suo profilo Linkedin – ed è presumibile si stesse dirigendo giovedì mattina.

Una mattinata di sole, dopo tante piogge, che deve avere invogliato il 40enne ha procedere in sella al suo due ruote, uno scooterone, per le strade che da Carpi, attraverso la Bassa reggiana, costeggiano vigneti e campi, immersi nella natura.

Purtroppo, giunto nella zona artigianale di Bagnolo, lungo via Fermi, poco prima delle 8, all’altezza dell’Emak, il 40enne è andato incontro alla sua tragica sorte.

Mentre procedeva verso Reggio, un’auto che sopraggiungeva dal senso di marcia opposto, una Rav 4 Toyota condotta da un 62enne mantovano, residente a Reggio Emilia, ha svoltato per entrare nelle pertinenze dell’Emak.

Subito dietro all’auto arrivava, diretto verso il passaggio a livello, un autocarro da 75 quintali di portata, alla cui guida c’era un 47enne bresciano, rimasto a sua volta coinvolto nell’incidente.

L’impatto prima contro l’auto, poi contro la fiancata del mezzo pesante, non ha lasciato scampo.

Pizzulo, sbalzato dalla sella, è finito sull’asfalto privo di sensi e con diversi gravissimi traumi. I soccorsi dalla vicina Croce Rossa di Bagnolo sono arrivati nell’immediatezza.

Gli operatori sanitari hanno dovuto praticare sul posto le manovre salvavita di rianimazione cardiopolmonare, prima di poter affidare l’uomo all’equipe dell’elisoccorso atterrato poco distante.

Questo mentre la Polstrada, che ora si occuperà di indagini delicatissime, chiudeva la strada.

La vita di Pizzulo è rimasta appesa a un filo per due giorni e qualche ora, durante i quali è stato tentato anche un intervento chirurgico, per alleviare la sofferenza degli organi interni tanto compromessi.

Per la famiglia, la giovane moglie che ora dovrà dire ai suoi bambini che il papà non c’è più, e i tanti amici sono state lunghe ore di speranza e preghiera e due notti insonni. Alla fine, purtroppo, nulla ha potuto contrastare la gravità della situazione.

Ancora ieri nel tardo pomeriggio non si escludeva l’espianto degli organi, per il quale devono comunque trascorrere le canoniche ore di osservazione, anche se la compromissione dovuta ai gravissimi traumi potrebbe impedirne la fattibilità.

Un estremo gesto di solidarietà umana per una giovane vita strappata troppo preso alle braccia di una moglie e dei loro due bambini. l


 

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