Uccide la moglie nel letto e poi si getta dal tetto di casa
Omicidio-suicidio a Roteglia Rosa Moscatiello, 60 anni, era malata Il marito Giampaolo Ravazzini, 62 anni, è stato trovato esanime nel cortile
Castellarano I panni stesi ad asciugare sullo stendino aperto in terrazzo, i fiori curati alla ringhiera. Segni, all’esterno della palazzina di via Castello 26, di una vita ordinata e dignitosa. Dentro, invece, la disperazione. Esplosa senza che i vicini sentissero un grido, senza che il mondo intorno a loro si accorgesse di nulla. È morta uccisa nel suo letto ieri – ancora non è chiaro se nel cuore della notte o al mattino – Rosa Moscatiello, 60 anni, ex infermiera. A colpirla è stato il marito Giampaolo Ravazzini, 62 anni, tecnico per Tim. Il quale, dopo il delitto, è salito sul tetto dello stabile in cui vivevano e si è buttato giù, morendo a sua volta.
Non sono state trovate lettere d’addio, in casa, che spieghino il tragico epilogo. Così come ancora non è chiaro lo svolgersi dei fatti, i tempi della tragedia che si è consumata al riparo da altri sguardi che non fossero quello di Rosa e Paolo, come tutti lo chiamavano. Saranno i carabinieri di Castellarano, con i colleghi del Nucleo investigativo, a provare a mettere in fila i pezzi, a ricostruire la dinamica di una tragedia che come un fulmine a cielo sereno ha fatto irruzione nel quotidiano di una borgata tranquilla, fatta di case una abbarbicata all’altra, dove tutti si conosco almeno di vista e a nessuno si nega un saluto, una battuta, un caffè.
Li avevano visti passeggiare insieme soltanto domenica pomeriggio. I problemi di salute di Rosa erano noti, così come che le condizioni psichiatriche della donna si erano aggravate recentemente. Tanto che era seguita dal Centro di salute mentale dell’Ausl. L’ipotesi è che un quadro sempre più difficile da sostenere per l’uomo lo abbia condotto al terribile gesto.
Ieri mattina, è stato un passante a trovare il corpo esanime di Paolo sulla ghiaia del cortile sui cui si affacciano diverse abitazioni. Erano le 7.50 quando è partita la richiesta di aiuto al 118. Quando sul posto sono arrivate l’automedica, l’ambulanza e l’elisoccorso, per lui non c’era più niente da fare.
Si è subito pensato a un suicidio. Ma l’orrore non era finito. La consapevolezza che in casa avrebbe dovuto esserci la moglie, e che alla porta invece non rispondeva nessuno, ha fatto temere il peggio. È stato necessario attendere l’arrivo dei vigili del fuoco per averne, purtroppo, la tragica conferma. Gli uomini del 115 hanno raggiunto il terrazzo al primo piano con la scala a pioli. Quando sono entrati in casa, Rosa era nel suo letto, senza vita. Accanto a lei, tracce di sangue evidenti. Ma che sia stata colpita con un coltello per il momento è un’ipotesi esclusa. Si parla di un oggetto contundente, ma che deve essere ancora identificato. Saranno gli accertamenti di natura autoptica disposti dalla Procura – a Roteglia è arrivato per un sopralluogo anche il magistrato di turno Giulia Galfano – a chiarire le cause della morte della donna e a dire con cosa è stata colpita. I carabinieri del Nucleo operativo dei carabinieri di Castelnovo Monti con la sezione rilievi del Nucleo investigativo del comando provinciale – sul posto il comandante, tenente colonnello Aniello Mautone – hanno lavorato a lungo ai rilievi. A terra, il corpo senza vita di Paolo Ravazzini coperto dal telo bianco. Solo verso le 13 dal magistrato è arrivato l’ok al trasferimento di entrambe le salme, da parte dell’agenzia Gibellini, alla Medicina legale di Modena, per gli accertamenti che dovranno trovare risposta alle domande che ancora restano aperte.
La notizia è arrivata anche alla figlia della coppia, che abita a Sant’Ilario. È stata sentita a lungo in caserma a Castellarano, per cercare di capire cosa ha portato a questo epilogo tragicol
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