Gazzetta di Reggio

Reggio

Albinea

Cane stordito dai ladri ma è il pavone a lanciare l’allarme

Cane stordito dai ladri ma è il pavone a lanciare l’allarme

Il furto è stato messo a segno soltanto a metà

2 MINUTI DI LETTURA





i Adriano Arati

Albinea Un furto in casa rallentato solo dalla vigilanza di un maestoso pavone. L’episodio ha visto come protagonista il bellissimo volatile bianco. L’effrazione infatti è solo parzialmente riuscita – nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 giugno – lungo via Romana, la strada che dalla Noce di Albinea porta sino a Bosco di Scandiano, all’interno dell’abitazione della famiglia Iotti. Una residenza che si trova formalmente sotto al territorio comunale albinetano, proprio al confine con la frazione scandianese di Bosco, già al centro di altre sgraditissime visite di ladri in passato, anche in orario diurno.

Questa volta, gli autori dell’azione hanno aspettato la notte per muoversi con maggior tranquillità, dopo aver studiato con cura l’area. Una volta penetrati nel perimetro recintato della casa, hanno prima di tutto narcotizzato il grande cane da guardia, un pastore del Caucaso che non ha abbaiato né reagito durante il furto perché, con ogni probabilità, stordito con uno spray o con prodotti simili. Anche nella giornata di ieri, ha sottolineato il proprietario Loris Iotti, l’animale dava segni di malessere e di confusione, sgraditi postumi del trattamento ricevuto.

Il passaggio dei ladri ha però attivato un sistema di allarme installato dai Iotti, che ha prodotti segnali sonori e messo in agitazione il pavone che vive nel giardino assieme a quattro piccoli della stessa specie. Dopo essere stato svegliato dall’impianto di sicurezza e dal passaggio di alcune persone, il pennuto ha iniziato a paupulare, e sino al mattino ha continuato, come se volesse segnalare le presenze estranee.

Un “concerto” che non ha certo lasciato tranquilli i responsabili dell’effrazione, nel frattempo già penetrati nell’appartamento al pian terreno, quello in cui vive la sorella di Loris Iotti, dopo aver tagliato l’inferriata di metallo sistemata a protezione di una finestra. Una volta dentro alle stanze, si sono mossi con grande delicatezza, tanto che la donna ha continuato a dormire senza percepire particolari rumori in grado di interrompere il sonno. E la sua stanza è rimasta inviolata. Al termine del giro, sono usciti e hanno riposizionato la grata, per cercare di ridurre i segni del proprio passaggio, così da ritardare un eventuale allarme. Lo stesso Iotti, che non aveva notato movimenti sospetti, si è accorto dell’accaduto al mattino e a quel punto anche il continuo vociare del pavone dopo la prima partenza dell’allarme ha assunto un significato ben più chiaro.

Il bilancio economico del danno resta ancora da definire: «Stiamo facendo un inventario, non sono entrati nella stanza da letto e dopo aver subito un altro furto, con un bottino pesante, chiaramente in casa non teniamo più molti oggetti di valore».l



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google