«Fusione Gualtieri-Guastalla oppure fra tutti i 5 Comuni»
L’ex sindacalista Ciro Maiocchi: «La crisi della Tecnogas ha inciso sulla comunità. Il rischio che corriamo è di abitare in una città morta, con un declino irreversibile»
Gualtieri Ciro Maiocchi, 66 anni, ex funzionario della Camera del Lavoro di Guastalla ed ex sindacalista nei vari settori industriali – dall’edilizia, ai metalmeccanici e ai trasporti – ieri mattina ha presentato al teatro sociale il suo libro “Una Fabbrica un Paese. Un Paese, una Fabbrica”. Si tratta della storia della Tecnogas, oggi Tecno-Superiore, passata dallo sviluppo ad una fase di declino.
La fine della Cig
Lo ha fatto con un po’ di nostalgia, Maiocchi, pensando a quello che si sarebbe potuto fare, ma anche con uno sguardo rivolto al futuro e ai timori sul proseguimento dell’attività della Tecno-Superiore, che oggi conta 190 dipendenti, di cui solo 30 occupati sulle linee di produzione, e ricordando che dal marzo 2024 non ci sarà più la possibilità di ricorrere alla Cig.
Nel descrivere le varie fasi della Tecnogas, Maiocchi ha riportato tabelle e dati forniti da Nevino Marani, che li aveva raccolti nel corso di anni di vertenze e lotte sindacali. È stato ricordato quando, nel novembre 2008, l’allora sindaco Massimiliamo Maestri anticipò la somma di circa 427mila euro per pagare gli stipendi degli operai del mese precedente, che ebbero i mutui congelati. Importo poi restituito nel giro di due mesi dopo un accordo tra azienda e i commissari ministeriali. Tra il pubblico erano presenti amici ed ex sindacalisti, oltre al deputato del M5S Davide Zanichelli, al sindaco Renzo Bergamini e all’assessore Marcello Stecco. Ma ad emozionare la nutrita platea è stato il momento in cui Ciro Maiocchi ha parlato della sua Gualtieri, che ha deciso di “vivere” e non di abitare. Coinvolto dalla passione, che gli faceva vibrare la voce stingendogli la gola, si è lasciato andare a delle suggestive visioni su come recuperare il porto di Pieve Saliceto; come “volare” su una funivia tra le golene del Po lungno tutta l’asta del fiume. Ma c’è stato anche il momento dell’impegno civico e della provocazione: «Gli effetti della crisi della Tecnogas ha inciso sulla comunità di Gualtieri. Una crisi che può cambiare i connotati identitari. Il rischio che corriamo noi cittadini è quello di abitare in una città morta, destinata ad un declino irreversibile».
«Agire subito»
Da qui l’appello di Maiocchi: «Dobbiamo agire ora. Non possiamo stare a guardare. Ognuno deve sentirsi coinvolto e, insieme, dobbiamo saper costruire un vero e proprio movimento di lotta che sia in grado di incalzare e spingere la politica e le istituzioni a compiere scelte coraggiose». E qui Maiocchi ha lanciato l’ipotesi di una fusione tra Comuni attraverso un percorso partecipato, anche se gli ostacoli da superare sono tanti. «Il partner ideale è Guastalla, il cui territorio è contiguo al nostro. Ma c’è anche una seconda opzione: quella di una fusione tra cinque Comuni: Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla e Luzzara». Maiocchi ha chiuso il suo intervento parlando anche della “Fioregnameria”: «Non è un negozio e non ha nulla da vendere; è una casa aperta a chiunque, con strani oggetti e uno scarabocchio di 256 metri. E poi c’è questo magnifico teatro grazie al lavoro di tanti ragazzi». Secondo Maiocchi c’è da rivedere il “Borsino del Po”. E ha aggiunto: «Occorre favorire l’accoglienza anche dentro la golena con un campeggio “leggero”, come fa Andrea Fiaccadori con le sue escursioni sulle rive del Po. E i casotti potrebbero essere utilizzati come piccoli B&B».
Dopo a Ciro Maiocchi è intervenuto il sindaco Renzo Bergamini, che non si è trovato d’accordo con la definizione di “Gualtieri città morta”, sostenendo invece una certa vivacità del paese e dei suoi cittadini. Diversi gli interventi da parte del pubblico.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
