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Ztl, la petizione ora è online

Luciano Salsi
Ztl, la petizione ora è online

Proposta dagli ambientalisti, in un giorno ha ottenuto quasi 250 adesioni «C’è bisogno di una città con meno traffico e con più spazio per le persone»

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Reggio Emilia L’estensione della zona a traffico limitato riscuote il plauso di Università Verde, Fiab Tuttinbici e WWF Emilia Centrale, che la sostengono con una petizione online finalizzata a creare «una città con meno traffico e più spazio per le persone».

Lanciata lunedì, ieri pomeriggio aveva 244 adesioni e molti commenti da parte di persone favorevoli.

«L’ampliamento della Ztl su via Emilia Santo Stefano e Corso Garibaldi – sottolineano le tre associazioni – è un provvedimento previsto già dal Piano della Mobilità Sostenibile, una misura in linea con gli obiettivi di sostenibilità richiesti anche dal Piano Aria della Regione e dalle direttive Ue, come politica di disincentivazione dell’auto privata e riduzione del traffico veicolare, e quindi dell’inquinamento, nei centri abitati. Parlare di città di prossimità oggi vuol dire comprendere che gli spazi pubblici urbani devono liberarsi dalle auto ed essere sempre più inclusivi e a misura di persona, per essere accoglienti e sicuri, incentivando così i servizi di vicinato e la visibilità dei negozi in un contesto, quello della città storica, che non è fatto per sopportare grandi flussi di traffico e tante auto in sosta».

A loro parere è in discussione il modello consumistico del Novecento, che s’è dimostrato deleterio per l’ambiente e, quindi, per la qualità della nostra esistenza. Si impone, quindi, un’inversione di rotta: «Ci pare anacronistico oggi, con tutto quello che sta accadendo nel mondo come nei nostri territori, non comprendere la necessità di un cambio di passo rispetto ai nostri stili di vita e consumi. Nelle zone a traffico limitato viene sempre garantito l’accesso veicolare a chi ne ha la necessità e il diritto. Viene semplicemente scoraggiato l’ingresso in automobile a chi non ne ha bisogno o ha semplici alternative. È democrazia dello spazio pubblico. Si deve evitare il traffico improprio e ridurre l’inquinamento».

La firma in calce alla petizione viene richiesta come «un segnale positivo all’Amministrazione e alla città», come la dimostrazione «che esistono tanti cittadini che chiedono più spazio per le persone e meno spazio per le auto, spazi pubblici di qualità e un’aria più pulita». Questa iniziativa s’aggiunge alle «tante manifestazioni a favore della Ztl» che, secondo Carlotta Bonvicini assessore alla Mobilità sostenibile, «ci parlano di senso di comunità e desiderio di sostenibilità». Sarebbero molti i reggiani che chiedono all’amministrazione comunale di non arretrare su questo disegno. «Arretrare – dice l’assessora – significherebbe rinunciare a una visione di città diversa, che sia inclusiva e a misura di persona. Già lo hanno fatto tante città europee. Servono scelte al passo con la storia». Un tempo le abitazioni e i negozi si allineavano spontaneamente lungo le strade principali. Oggi diventa problematica la loro convivenza con i mezzi motorizzati invadenti, pericolosi e inquinanti. Perciò tende ad aumentare il gradimento di una politica urbanistica che all’interno dell’esagono favorisca l’accesso ai pedoni ed ai ciclisti. Carlotta Bonvicini lo mette in evidenza: «Ci sono esempi virtuosi di associazioni e comitati, non ultimi quelli di via Ariosto e via Roma, ed ora quello di via Emilia Santo Stefano, che antepongono l’importanza della condivisione dei luoghi e la loro vivibilità, che sempre più si esprime in termini di sostenibilità: qualità dell’aria, qualità dello spazio in cui vivere e passeggiare, ritorno della natura in città e forte richiesta di spazi verdi anche in centro storico».

In ogni caso la decisione spetta all’amministrazione comunale che esprime l’orientamento della maggioranza di centro sinistra. 

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