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Si finge un compagno di classe e truffa la donna per 282mila euro

Si finge un compagno di classe e truffa la donna per 282mila euro

La svizzera agganciata con un falso profilo Facebook: 4 nigeriani alla sbarra

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i Tiziano Soresina

Reggio Emilia Più che un processo sembra la sceneggiatura di un film su una maxi truffa, visto come è stata ricostruita questa vicenda dalla pm Piera Giannusa.

Storia maturata fra l’agosto e il novembre 2016, con una cittadina svizzera (ora 55enne) contattata – a sorpresa – da un vecchio compagno di scuola. Il contatto avviene su Facebook, chiedendo prima l’amicizia, per poi entrare in racconti attuali, fra cui quello più incredibile che per l’accusa ha portato sotto processo quattro nigeriani (due gravitano nella nostra città). Per gli inquirenti il vecchio compagno di scuola non era altro che il nigeriano 29enne Bright Ikiarokhale (residente a Ferrara, ma di fatto domiciliato a Reggio Emilia) che avrebbe creato il falso profilo Facebook, inducendo in errore l’elvetica che via mail o su whatsapp pensava di parlare con chi aveva affrontato gli studi negli anni giovanili.

Un “compagno di classe” che riesce a guadagnare talmente la fiducia della donna da arrivare a calare un asso incredibile. Le racconta infatti che ora lavora su una nave da crociera e si trova in viaggio fra l’America e l’Australia, ma sta vivendo ore d’ansia per il timore di un imminente attacco di pirati. E per evitare che i beni a bordo (del valore di 750mila dollari) cadano nelle mani della pirateria, vorrebbe racchiudere il tutto in un pacco da spedire alla “compagna di scuola” in Svizzera. Lei accetta ed è l’inizio di una serie di richieste di denaro, via mail, da parte di una fantomatica società incaricata della spedizione. Pagamenti da effettuare con bonifico sul conto corrente postale intestato alla nigeriana Adebanke Agunbiade (43enne, vive a Mestre, finita pure lei alla sbarra). Inizialmente la svizzera paga 3.300 euro per la spedizione del pacco, ma non finisce qui. Prima presunte tasse di spedizione (tre tranche da 10.390, 39.110 e 134.870 euro), poi ulteriori 20mila euro. Finita qui? Neanche per sogno. E i pagamenti vengono dirottati sui conti di altri due nigeriani pure loro sotto processo: 33.780 euro al 46enne Goodnews Murphy Osamwonyi (risiede nel Trevigiano) e due somme (15mila e 25.640 euro) al 39enne Godson Gild Ebhohimhen (risiede in città). Gli ultimi due bonifici vengono motivati dal “compagno di studi” per sostenere le spese alberghiere in Australia e il ritorno in America, in quanto le spiega di aver messo nel pacco tutti i suoi beni e le carte di credito. Una storia intricata che si concluderà con la denuncia – per truffa – presentata dall’elvetica, danneggiata, al tirar delle somme, per 282.360 euro. Si è costituita parte civile (è tutelata dall’avvocato Helmut Bartolini, ieri sostituito in aula dal collega Francesco Cupello). I quattro imputati sono difesi dai legali Alessandro Conti, Marco Vassallo, Pasquale Crea e Rosanna Beifiori. Ieri è stato sentito il primo teste: uno dei finanzieri che hanno svolto le indagini. Se ne riparlerà in udienza fra tre mesi.l



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