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Ligabue incontra papa Francesco: «È stato molto emozionante»

Serena Arbizzi
Ligabue incontra papa Francesco: «È stato molto emozionante»<br>

Il rocker di Correggio è stato ricevuto nella Cappella Sistina con 200 artisti

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i Serena Arbizzi

Reggio Emilia In una delle sue canzoni più amate e celebri si rivolge direttamente a Dio e non ha mai fatto mistero di stimare profondamente Papa Francesco.

Luciano Ligabue ieri mattina ha incontrato il Pontefice, nella Cappella Sistina, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione della Collezione d’arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani. L’appuntamento è stato promosso dal Ministero della cultura e dell’educazione ed erano presenti grandi nomi di tutti i campi artistici: pittori, scultori, architetti, scrittori, poeti, musicisti, registi e attori.

«Ha fatto un bellissimo discorso ed è stato emozionante essere accanto a lui e ascoltare dal vivo le sue parole», ha dichiarato Ligabue, soffermandosi sull’espressione: “Farsi grido dei poveri”. «Questo è uno dei valori cristiani in cui credo di più e che lui rappresenta molto bene – aggiunge il rocker di Correggio –. Non vedevo l’ora di stringergli la mano. Il Papa, come dice la parola stessa, dev’essere un ponte fra lassù e le persone. In lui vedo un grande rappresentante fra la gente e lassù».

In altre occasioni, Luciano Ligabue ha dichiarato di nutrire profonda stima nei confronti di Bergoglio e si era addirittura definito un suo fan, «come tante altre persone. Io non sono propriamente una persona religiosa, però mi ritengo spirituale e questo Papa ha la forza di trasmettere qualcosa di spirituale in un modo molto particolare».

È la capacità di arrivare alla gente la qualità che colpisce di più Ligabue di Papa Francesco: «È un uomo coraggioso che ha già dimostrato questa sua qualità nei primi mesi di pontificato – aveva detto Ligabue –. È uno che quando lo senti parlare ti fa arrivare una convinzione spirituale di cui credo la Chiesa avesse bisogno, così come anche il mondo in generale».

Ieri mattina, Bergoglio ha dichiarato che «l’arte non può mai essere un anestetico; dà pace, ma non addormenta le coscienze, le tiene sveglie. Spesso voi artisti provate a sondare anche gli inferi della condizione umana, gli abissi, le parti oscure. Non siamo solo luce, e voi ce lo ricordate; ma c’è bisogno di gettare la luce della speranza nelle tenebre dell’umano, dell’individualismo e dell’indifferenza».

«L’ironia e il senso dell'umorismo sono grandi virtù - ha proseguito Francesco -. La Bibbia è ricca di momenti di ironia, in cui si prendono in giro la presunzione di autosufficienza, la prevaricazione, l’ingiustizia, la disumanità quando si rivestono di potere e a volte pure di sacralità. Fate bene a essere anche sentinelle del vero senso religioso, a volte banalizzato o commercializzato. In questo essere veggenti, sentinelle, coscienze critiche, vi sento alleati per tante cose che mi stanno a cuore, come la difesa della vita umana, la giustizia sociale, gli ultimi, la cura della casa comune, il sentirci tutti fratelli».

«Una delle cose che avvicinano l’arte alla fede è il fatto di disturbare un po’ – aggiunge Bergoglio –. L’arte e la fede non possono lasciare le cose così come stanno: le cambiano, le trasformano, le convertono».l



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