«Troppi due morti in tre mesi. Ora vogliamo una soluzione»
I residenti di via Molinazza tornano sul piede di guerra dopo l’ennesimo incidente Giovedì nello schianto è morto un 37enne. «Questa strada usata come tangenziale»
Scandiano «Di proposte ne abbiamo fatte tante, ora vogliamo una soluzione, qui si rischia la vita ogni giorno. Due morti in tre mesi non sono accettabili».
Mettono insieme rabbia e preoccupazione le parole di Brunella Romani, residente a Fellegara e componente del comitato che da anni chiede interventi in via Molinazza, la strada di canale dove giovedì sera è morto Michal Tagoe, 37enne di Formigine (Modena) di origini ghanesi, ribaltatosi in un campo dopo un volo fuori strada a bordo della sua automobile. Il giorno dopo un’altra tragedia, è ancora tempo di appelli e polemiche: si tratta di un altro incidente fatale a pochi mesi dal precedente, avvenuto in un tratto dove negli anni le morti a causa di incidenti stradali sono state molte.
Via Molinazza è una scorciatoia fra Reggio Emilia e il comprensorio ceramico molto usata, e il lungo rettilineo porta tante persone ad accelerare ben oltre il limite dei 50 km/h. È questo il vero problema di questa strada.
Da tempo il comitato, che comprende anche parenti di vittime dei sinistri, chiede interventi radicali, dopo un lungo iter procedurale il Comune ha ottenuto di poter montare un autovelox. Ma non è sufficiente, per tanti abitanti.
«Va bene fare proposte, fare riunioni, ma è ora di darci un taglio, più ci sono dei morti più si va forte. E credo che abbia responsabilità anche chi deve occuparsi dei cittadini» ribadisce Brunella Romani. «Questa era una strada per i contadini e per i residenti, è diventata una tangenziale, l’autovelox non cambierà molto, ci vorrebbe un tutor con le medie delle velocità. Servono strumenti che dissuadano per persone da usare la strada».
I timori sono altri: «Così è una roulette russa, noi rischiamo la vita ogni volta che ci mettiamo sulla strada, siamo disposti a pensare a sensi unici, a rotonde scomode, a tutte le soluzioni che spingano a non usare più la strada. Che sia la multa o la scomodità, ci devono essere motivi per non usare più così tanto via Molinazza. E di proposte ne abbiamo fatte parecchie, abbiamo presentato un esposto a cui nessuno mai ha risposto, anni fa», continua la donna.
Poi «c’è il tema del dislivello al bordo della strada. Un ragazzo che ha visto l’incidente ha detto che l’auto è volata, e cosa sarebbe potuto succedere se ci fosse stato qualcuno a piedi o in bici? – conclude – Qualcosa va fatto, le promesse ora non bastano più».
Dei rischi di Fellegara parla anche il consigliere comunale di opposizione Angelo Santoro, che chiede al sindaco Nasciuti di affidare la tutela dell’area al consigliere di maggioranza Angelo Gallingani, residente nella frazione. «Tolga le deleghe all’assessore ai Lavori pubblici e le affidi ad altra persona, ad esempio all’architetto Gallingani. Insomma, in un modo o nell’altro risolva il problema della viabilità», è l’appello. «La scia di morti non si risolve con gli autovelox, con un nuovo strato di asfalto o imputando le responsabilità ai conducenti che superano i limiti di velocità, ma con un drastico provvedimento» conclude.l
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