“Romagna, Reggio Emilia è orgogliosa di dare una mano”
Luca Vecchi sull’evento al Campovolo. Il presidente della Regione: “Abbiamo bisogno di ripartire”
Reggio Emilia C’erano entrambi ieri alla Rcf Arena. Luca Vecchi, il sindaco di una città ormai consacrata dall’Italia ad ospitare i grandi concerti dall’anima solidale, e Stefano Bonaccini, il presidente di una Regione recentemente martoriata dall’alluvione che da quasi sei settimane si sposta senza sosta da un comune all’altro dell’Emilia-Romagna per capire come risollevare città andate completamente sott’acqua, con perdite umane e danni economici che hanno raggiunto la cifra di 8,8 miliardi di euro. Il governatore, ovunque sia andato in questo periodo, da Palazzo Chigi, dove ha incontrato la premier Meloni e i suoi ministri, ai salotti televisivi, ha ripetuto lo stesso messaggio: «Abbiamo bisogno di tenere accesi i riflettori sulla drammatica calamità che ci è capitata». Lo ha fatto anche ieri, prima del concertone, davanti ai giornalisti arrivati a Reggio Emilia da tutta Italia.
Perché se le pietre del terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012 si sono viste a terra a lungo, «l’acqua è già sparita e il fango lo stiamo togliendo». E questa immagine potrebbe ingannare, facendo pensare che è tutto finito. Invece non lo è, tutt’altro.
«Abbiamo bisogno di ripartire e, grazie a questa serata, recupereremo beni culturali in diversi Comuni. Rendiconteremo fino all’ultimo centesimo e dico anche che ogni euro investito qui tornerà indietro con gli interessi».
«La forza degli emiliani-romagnoli – ha aggiunto – è quella di lamentarsi molto poco e di rimboccarsi le maniche. Con il sisma abbiamo avuto 12 miliardi di danni e abbiamo ricostruito praticamente tutto. Faremo lo stesso con la Romagna. La stessa Giorgia Meloni ha detto che l’Emilia-Romagna è la locomotiva del Paese: ecco allora io dico che se si ferma, si fermano anche tutti gli altri convogli».
Per Luca Vecchi la soddisfazione di ospitare nella sua Reggio Emilia questa importante “operazione di solidarietà” è molta. Di essere la casa di un’altra grande festa in musica che arriva nella città del Tricolore undici dopo Italia Loves Emilia e a distanza di dodici mesi da “Una. Nessuna. Centomila” contro la violenza di genere.
«Nel 2012 fu una grande impresa fare quel concerto nel pratone del Campovolo – le parole del sindaco – ma fu anche lo stimolo per iniziare a riflettere su come rendere quegli appuntamenti non soltanto occasionali ma stabili e devo dire che dal suo lancio questa arena ha fatto davvero passi importanti».
Poi l’abbraccio alla Romagna: «Abbiamo sempre detto che la avremmo aiutato in modo importante così come l’Emilia è stata fortemente sostenuta al tempo del terremoto e oggi siamo orgogliosi di poterlo fare con un evento unico della storia della musica contemporanea». l
Al.Be
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