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Aggressione a Guastalla, la Regione: «Vigilanti nei pronto soccorso»

Aggressione a Guastalla, la Regione: «Vigilanti nei pronto soccorso»

L’intervento della Regione dopo l’ultimo episodio violento avvenuto al pronto soccorso di Guastalla. Anaao, il sindacato dei medici: «Ripristinare i posti di polizia in tutti gli ospedali»

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Reggio Emilia «Gli episodi di violenza che accadono nelle strutture sanitarie, Pronto soccorso in particolare, non devono avere nessuna tolleranza. Le forze dell’ordine fanno già uno straordinario lavoro, ogni giorno, li ringrazio per questo. E noi agiremo in sede penale e civile a carico di coloro che si rendono protagonisti di atti di violenza fisica o verbale. Nelle realtà più decentrate, più distanti dai presidi delle forze dell’ordine, integreremo presto la vigilanza con apposito personale professionalmente adeguato, non certo sostitutivo ma complementare alle stesse forze dell’ordine e chiaramente in coordinamento con Prefetture e Questure nei modi e nelle forme che si riterranno opportune». Lo ha detto Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute, dopo l’ultimo episodio di violenza avvenuto in un Pronto soccorso di Guastalla, nel Reggiano, quando una persona ha dato in escandescenze causando gravi danni alle attrezzature mediche ma, soprattutto, mettendo a rischio la sicurezza di operatori sanitari e pazienti. Ieri Donini ha effettuato una visita ufficiale per esprimere solidarietà agli operatori aggrediti.

L’episodio si è verificato poco dopo la mezzanotte tra domenica e lunedì quando, su richiesta di un passante, la centrale operativa del 118 ha inviato al Parco delle Pradelle, a Reggiolo, un’ambulanza della Croce Rossa locale per soccorrere un uomo disteso a terra. Si trattava del pakistano Hassan Atazaz, 31 anni, incensurato, che una volta soccorso prima ha devastato l’ambulanza della Croce Rossa di Reggiolo e poi, portato all’ospedale di Guastalla, ha causato pesanti danni anche al pronto soccorso.

«Ho dato disposizione ai Direttori generali di tutte le Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna – ha proseguito l’assessore – di dotarsi quindi di ulteriori servizi di vigilanza laddove venga ritenuto necessario. La premessa, ho chiarito bene, è che ogni passo deve essere concordato in via preliminare con le autorità preposte alla sicurezza. Detto questo, però, confermo la nostra volontà di offrire un contributo affinché le persone che si trovano a lavorare nei luoghi di cura, o che quei luoghi li frequentino per necessità, possano avere garanzie sulla loro sicurezza».

Su quanto avvenuto a Guastalla è intervenuta anche Ester Pasetti, segretaria regionale Anaao Assomed Emilia Romagna, sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani, parlando di «un’ennesima aggressione ai danni di sanitari impegnati nella loro quotidiana attività di Pronto Soccorso a Guastalla» e ricordando che «a causa della violenza riversata su persone e cose l’attività è stata sospesa». Per Pasetti, «se ce ne fosse bisogno ricordiamo come il Pronto soccorso sia un luogo molto delicato in cui si trovano pazienti critici. Il personale si è trovato a dover difendere anche questi ultimi oltre che la loro incolumità». Di qui la vicinanza ai colleghi guastallesi: «Esprimiamo la massima vicinanza ai colleghi aggrediti e chiediamo con la massima urgenza alle direzioni generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere che non abbiano ancora provveduto, il ripristino dei posti di polizia in tutti gli ospedali quali presidi che garantiscano la sicurezza dei luoghi di cura».

Fra le richieste, inoltre, anche quella di «interventi strutturali che partano dalla consapevolezza della complessità del pronto soccorso per riorganizzare il sistema delle cure: spazi, processi e relazioni rassicuranti che aiutino il paziente ad avere fiducia e gli operatori ad intervenire per risolvere situazioni che minaccino improvvisamente il benessere della collettività. Queste mancate risposte sono uno dei tanti motivi per cui molti operatori della sanità pubblica decidono di licenziarsi. Soffrire al lavoro non è un obbligo». l

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