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Violenza di genere, a Reggio Emilia arriva un protocollo che agisce sulla prevenzione

Serena Arbizzi
Violenza di genere, a Reggio Emilia arriva un protocollo che agisce sulla prevenzione

Si chiama Zeus ed è siglato tra questura e Centro per la promozione e mediazione. Nel nostro territorio sono un centinaio in due anni i casi che sono stati oggetto di attenzione

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Reggio Emilia Un protocollo per contrastare in modo ancora più efficace la violenza di genere. Un protocollo in cui Reggio Emilia è all’avanguardia e che consente di agire sulla prevenzione.

È stato firmato ufficialmente ieri mattina in questura un accordo che prevede una particolare sinergia tra la polizia e il Cipm, ovvero il Centro italiano per la promozione della mediazione. L’accordo si colloca nell’ambito del Progetto Europeo Enable di cui si è tenuta la conferenza nel giugno scorso alla Direzione Centrale Anticrimine: l’iniziativa si fonda sull’esigenza di diffusione del protocollo di collaborazione tra le questure e i centri specialistici per la presa in carico delle persone ammonite dal questore.

Ieri mattina il questore Giuseppe Ferrari ha stipulato con il Centro italiano di promozione della mediazione Emilia Impresa Sociale, rappresentato dalla presidente Silvia Merli, il protocollo d’intesa in materia di violenza di genere.

Il Protocollo Zeus è infatti un’intesa in materia di atti persecutori e maltrattamenti che ha lo scopo di intercettare le condotte a rischio. Il nome del progetto evoca il primo maltrattante noto della storia, la cui modalità di dominio costituisce un monito da cogliere: perché gli Zeus in erba non si trasformino in despoti è necessario troncare sul nascere il loro agire inadeguato e violento. Il trattamento è volto al miglioramento della gestione delle emozioni, nella convinzione che intervenire all’inizio della spirale della violenza sia determinante per prevenire la degenerazione dei primi atti, perché colui che li ha commessi possa fermarsi prima.

Il protocollo prevede una sinergia particolare tra operatori della questura e del Cipm coinvolti nell’intervento di prevenzione. Il questore, ammonita la persona, la “invita formalmente” a prendere contatto con gli operatori del Cipm per accedere a un percorso gratuito di riflessione sulle sue condotte moleste, per esempio sulla difficoltà nel controllo della rabbia.

Nell’ambito del protocollo Zeus, attivo a Reggio Emilia da circa due anni. Sono un centinaio le persone assistite sia per violenza di genere, sia per stalking. Non si tratta soltanto di donne che finiscono nel mirino di uomini violenti. Talvolta ci si trova di fronte anche a casi di violenza perpetrata da donne su altre donne.

«Si tratta di un tema al quale siamo attentissimi – specifica il questore Giuseppe Ferrari –. Per questo abbiamo siglato una partnership tra questure e associazioni. Il reato ha un’incidenza notevole. Spesso ne veniamo a conoscenza tramite le chiamate o le denunce dei cittadini o gli interventi delle Volanti, a ogni ora del giorno e della notte. Tramite il protocollo Scudo tutti questi interventi vengono tracciati in banca dati. E scatta un dispositivo che coinvolge attività giudiziaria per mettere in sicurezza la vittima».

La dirigente della divisione anticrimine della questura, Marinella Caruocciuolo aggiunge che la prevenzione passa «da un avvicinamento di tipo psicologico. Spesso queste tematiche sono vissute modo inconsapevole. Reggio Emilia fa parte di una delle questure pilota che hanno avanzato la prevenzione. Significa che quando non ci sono i presupposti per l’ammonimento, ma si verificano ugualmente comportamenti inequivocabili, che costituiscono una sorta di sentinella, noi ci avviciniamo attraverso il personale della divisione anticrimine e promuoviamo questi incontri che valgono sia per le donne sia per gli uomini».

Il Centro italiano per la promozione della mediazione presente a Reggio Emilia dal 2011.

«Il nostro gruppo è formato da una èquipe multidisciplinare per prevenire situazioni di rischio elevate – spiega Stefania Merli, presidente del Centro italiano di promozione della mediazione Emilia Impresa Sociale – abbiamo iniziato una collaborazione efficace con la polizia tramite l’individuazione di comportamenti che possono subire un’escalation. Esiste, così, la possibilità di intercettare comportamenti di natura violenta e, di conseguenza, di prevenirli. Proponiamo a chi viene ammonito colloqui con noi.

«A Reggio Emilia i casi sono un centinaio per il progetto Zeus – rimarca Morena Landini, referente reggiana del centro –. Si tratta sia di casi di stalking, sia di violenza domestica». l


 

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