Gazzetta di Reggio

Reggio

«Bellini deve rimanere in carcere, c’è il rischio di fuga in Ucraina»

Serena Arbizzi
«Bellini deve rimanere in carcere, c’è il rischio di fuga in Ucraina»

Reggio Emilia, discussa al tribunale del riesame la richiesta di annullamento della misura

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Se Bellini dovesse raggiungere l’Ucraina si troverebbe, di fatto, in una “zona franca”. La guerra che si combatte in quel territorio comporta, infatti, che in quello Stato l’estradizione non possa essere attuata.

Questa e altre argomentazioni sono state alla base della posizione sostenuta dal procuratore generale reggente Lucia Musti e dal sostituto Pg Nicola Proto, i quali hanno ribadito al tribunale della Libertà la conferma della custodia cautelare in carcere, eseguita il 29 giugno su ordinanza della Corte di assise di appello bolognese per Paolo Bellini.

La “primula nera”, ex esponente di Avanguardia Nazionale, condannato all’ergastolo in primo grado dalla corte d’assise di Bologna come uno degli esecutori materiali della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, è stato arrestato in seguito alle minacce nei confronti dell’ex moglie, Maurizia Bonini, la cui testimonianza è stata decisiva per la condanna, e del figlio del giudice Francesco Maria Caruso, presidente della corte d’assise di Bologna che lo ha condannato in primo grado. Bellini è finito in carcere a Spoleto perché aveva intenzione di commettere altri reati, come sarebbe emerso dalle intercettazioni.

Le procure distrettuali antimafia di Caltanissetta e Firenze hanno messo a disposizione degli investigatori bolognesi le intercettazioni nell’abitazione e nell’auto: la procura generale ha così presentato la richiesta di misura cautelare in carcere per pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Il giudice ha accolto solo il secondo, senza ravvisare il pericolo di fuga.

Gli avvocati Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame di Bologna per l’annullamento della custodia cautelare a carico di Bellini che ieri ha rinunciato a comparire.

Il giudice si è riservato di decidere nei prossimi giorni sulla richiesta.

“D’accordo per 40 anni, poi adesso non mi copre più... perché io non la copro più”. Bellini ha pronunciato queste parole il 26 giugno 2023, tre giorni prima dell’ultimo arresto, riferendosi all’ex moglie Maurizia Bonini. L’intercettazione ambientale captata in auto è stata trasmessa dalla Dda di Firenze alla procura generale di Bologna, che l’ha utilizzata a sostegno della propria tesi e per chiedere l’arresto.

I legali di Bellini, da parte loro, hanno sollevato questioni di competenza e di legittimità costituzionale di alcune norme. A partire dalla competenza di Bologna, ritenuta discutibile dalla difesa, perché l’indagine è nata a Caltanissetta. «Nel merito abbiamo precisato alcune circostanze della sentenza di primo grado – spiega l’avvocato Antonio Capitella –. E chiesto che sia accolto il riesame perché Bellini, non avendo commesso reati per 24 anni, non è più la persona di 24 anni fa. Non è più pericoloso come prima. Non è mai scappato».

Secondo la difesa non sussisterebbe il pericolo di fuga in Ucraina, dove la grave situazione dovuta alla guerra non incentiverebbe una fuga. E la richiesta rivolta al figlio di aiutarlo a scappare sarebbe stata uno sfogo perché «non è mai scappato».

Nel caso venga revocata la carcerazione, Bellini tornerebbe ai domiciliari. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google