Botte e umiliazioni alla moglie, condannato alla pena di tre anni
Sant’Ilario Moldavo di 38 anni dovrà anche pagare alla donna 12.000 euro
Sant’Ilario «Vostra mamma ha trovato un nuovo moroso, un nuovo papà per voi». E, ancora: «Tu non sei nessuno, non lavori, non hai portato nulla in casa; io sono l’unico a portare i soldi, ho mantenuto la famiglia e tu, essendo donna, devi sapere qual è il mio posto».
Queste alcune delle frasi ingiuriose che la moglie di un moldavo di 38 anni si sentiva ripetere. Alle frasi si aggiungevano comportamenti che rendevano la convivenza impossibile ed episodi umilianti a carico della donna, che venivano perpetrati anche davanti ai figli minorenni.
Ieri, in tribunale a Reggio Emilia, l’uomo è stato condannato dal giudice a scontare la pena di tre anni e 15 giorni e 12.000 euro di risarcimento danni.
I fatti risalgono al 2019 e si sono svolti a Sant’Ilario, in una famiglia dove, come detto, ci sono anche figli minorenni.
Per l’uomo l’accusa è di maltrattamenti in famiglia, con spintoni e umiliazioni continue che volavano nei confronti della moglie, da parte del marito. Tante le vessazioni che la donna, assistita dall’avvocato Barbara Campani, è stata costretta a subire; tra queste, in più occasioni, è stata spinta fuori di casa.
In un’altra circostanza il marito le ha gettato acqua sul viso e l’ha costretta a indossare tutti i suoi abiti con uno scopo preciso: il marito, infatti, le indicava volta per volta quali indumenti non fossero di suo gradimento e la obbligava a buttare via i capi di abbigliamento che non approvava. Inoltre, sempre il marito in un’occasione l’ha percossa afferrandola per il braccio e sbattendole la testa contro le inferriate della porta finestra. La donna ha subito un trauma guaribile in qualche giorno.
Una vita impossibile che si era trasformata in un inferno, quella della vittima, bersagliata dai comportamenti del marito anche davanti ai figli. Quest’ultima è stata considerata una circostanza aggravante. Un’ulteriore aggravante è rappresentata dal fatto che i maltrattamenti erano nei confronti del coniuge.
La difesa ha annunciato che ricorrerà in appello. L’imputato ha rinunciato allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Il caso approderà nuovamente davanti a un giudice, quindi, e verrà ridiscusso.
Nel frattempo, tuttavia, l’uomo, come detto, è stato condannato a una pena che consiste in tre anni e 15 giorni e a corrispondere una somma di 12.000 euro di risarcimento del danno per aver messo in atto maltrattamenti, offeso e percosso l’ex moglie, rendendola oggetto di ingiurie anche davanti ai figli piccoli. l
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