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Il ritrovamento

Cadavere a Castelnovo Sotto, le figlie di Impellizzeri: «Continuiamo a sperare che nostro padre sia vivo»

Serena Arbizzi
Cadavere a Castelnovo Sotto, le figlie di Impellizzeri: «Continuiamo a sperare che nostro padre sia vivo»

Il corpo trovato sotto mezzo metro di terra potrebbe essere del siciliano Gaetano Impellizzeri, scomparso 9 anni fa. Eleonora Chiara e Alessia: «Un mese fa una segnalazione»

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Castelnovo Sotto «Noi non abbiamo perso la speranza di riabbracciare nostro padre. Chiediamo che si faccia presto a compiere tutti gli accertamenti. Fino a un mese fa arrivavano segnalazioni di nostro padre, e ora ci avvisano dicendo che il suo corpo è stato ritrovato sepolto sotto 50 centimetri di terreno».

Le figliedi Gaetano Impellizzeri, Alessia ed Eleonora Chiara, 33 e 30 anni, non si danno pace. Parlano dallo studi dell’avvocato Giuseppe Accardo, del Foro di Marsala, che le assiste da quando sono state travolte dalla peggiore delle notizie che avrebbero potuto aspettarsi.

«Siamo venuti a conoscenza del conferimento dell’incarico a un medico legale da parte della Procura di Reggio Emilia martedì – dicono Alessia ed Eleonora Chiara assieme al legale – per coadiuvare la polizia giudiziaria nel dissotterramento di un cadavere e di procedere con l’autopsia. Questo accertamento si è svolto nella stessa giornata e ha avuto esito positivo per quanto riguarda il ritrovamento della salma. Si è ora in attesa dell’autopsia che permetterà di risalire alla causa della morte e all’identificazione del corpo».

Alessia ed Eleonora Chiara si dicono «a totale disposizione degli inquirenti, anche per fornire materiale generico utile all’identificazione del corpo» e manifestano la volontà di «contribuire alla ricerca della verità anche mediante indagini difensive».

Alessia, nei prossimi giorni, potrebbe arrivare a Reggio Emilia.

«Quello che ci preme è conoscere i risultati dell’autopsia e avere certezze – continuano Alessia ed Eleonora Chiara –. Sappiamo che questo tipo di accertamenti deve seguire il loro corso e, ripetiamo, noi siamo a disposizione degli inquirenti».

Alessia ricorda bene l’ultima volta che ha parlato con il padre. «L’ultima volta che l’ho sentito è stato nel fine settimana antecedente alla scomparsa: a partire dal lunedì successivo non abbiamo più avuto notizie di lui – aggiunge la figlia di Gaetano Impellizzeri –. Lui era a mangiare da mia nonna e mi aveva invitata a raggiungerli per stare in compagnia. Quello che più ci interessa oggi, ci teniamo a ribadirlo, è l’identificazione del cadavere. In questi nove anni, noi non abbiamo mai perso la speranza che potesse essere ancora vivo. E anche oggi, nonostante ci troviamo in questa situazione, non rinunceremo a crederlo vivo fino a quando non avremo certezze. Solo un mese fa ci era arrivata una segnalazione da Milano...». I parenti di Impellizzeri hanno sempre sperato che la sua fosse soltanto una fuga volontaria ma, nel caso in cui fosse avvalorata questa ipotesi, risulterebbe difficile comprendere per quale ragione l’uomo abbia interrotto qualsiasi comunicazione con la sua famiglia che, negli anni, ha rivolto più appelli all’uomo per essere contattata. l




 

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