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«L’Italia vuole Shabbar, ma dice no all’estradizione dei nostri ricercati»

«L’Italia vuole Shabbar, ma dice no all’estradizione dei nostri ricercati»

Novellara Caso Saman, l’ambasciatore del Pakistan invoca reciprocità

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Novellara Il Pakistan collabora con l’Italia per l’estradizione di Shabbar Abbas - il padre di Saman - ma non c'è reciprocità da parte italiana rispetto alle richieste d’estradizione di «50 persone che hanno commesso omicidi in Pakistan». L’ha detto ieri l’ambasciatore pachistano Ali Javed in una replica al termine del Forum sulle libertà religiose che si è tenuto a Palazzo Chigi.

Il diplomatico - che nei mesi scorsi aveva accettato di rilasciare un’intervista sul caso Saman alla Gazzetta di Reggio, sottraendosi poi dopo che una sua collaboratrice aveva chiesto di conoscere in anticipo le domande - ha dunque puntato il dito contro l’Italia. «Posso fornirvi una lista di circa 50 persone ricercate dal Pakistan, che hanno commesso assassinii in Pakistan, e che sono scappati in Italia. Se voi chiedete con una mano dovreste essere in grado di dare con l'altra mano. È così che il mondo funziona».

Il diplomatico ha comunque assicurato che il suo Paese fornirà la collaborazione del caso.

«Se c’è un crimine come quello commesso da un padre in Italia, da un uomo pachistano, è un crimine e io condanno questo crimine in tutte le piattaforme che posso. Nessuno nel mio paese sostiene un crimine del genere: noi amiamo le donne, noi le rispettiamo, noi non vogliamo ferirle, noi non le vogliamo uccidere. L’Italia vuole l’estradizione di quell’uomo, perché il crimine è stato commesso qui in Italia. Ma quell’uomo è fuggito in Pakistan. È mio dovere operare col governo italiano per l’estradizione. Non c’è un trattato d’estradizione, ma noi rispettiamo la nostra amicizia», ha assicurato Javed.

Il 4 luglio la Corte di Islamabad, dopo un lungo procedimento avviato a novembre, ha decretato che Shabbar Abbas può essere estradato in Italia. L’avvocato pakistano Akhtar Mahmood ha annunciato ricorso all’Alta Corte. La decisione finale spetta comunque al governo pakistano.

Oggi in Corte d’Assise a Reggio Emilia proseguirà il processo a carico dei cinque imputati per la morte di Saman. l

J. D. P.

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