Lo zio e genitori di Ali, ucciso a 18 anni in stazione a Reggio Emilia: «Grazie a chi ha preso il killer»
I parenti: «Adesso potrà essere fatta giustizia per il nostro Mohamed. Arrivò in Italia due anni prima dell’omicidio»
Reggio Emilia «Adesso potrà essere fatta giustizia per il nostro Mohamed. Grazie a tutte le forze dell’ordine che hanno partecipato alla cattura».
Non nascondono soddisfazione per l’arresto del presunto killer di Mohamed Thabet Ali, lo zio del 18enne, Makrem Thabet, ucciso nella notte fra il 30 e il 31 maggio accanto al primo binario della stazione dei treni. I genitori di Mohamed lo avevano salutato per l’ultima volta due anni prima del suo omicidio, al momento della partenza per la Tunisia.
«Era partito sul barcone per Lampedusa esattamente due anni prima che lo uccidessero: il 30 maggio 2021 – ricorda lo zio –. Era venuto in Italia per aiutare la famiglia e migliorare il suo futuro. Mio nipote lascia il suo papà Wisem, la mamma Sondos, due sorelle e un fratello. A me è spettato il duro compito di riportarlo in Tunisia senza vita. Aspettiamo che l’assassino sia giudicato, ora».
«Servono provvedimenti seri che permettano di seguire questi ragazzi, altrimenti lasciati allo sbando – aggiungono i genitori e lo zio, riferendosi ai ragazzi appena diventati maggiorenni che escono dalle tutele previste per loro fino a quel momento –. Escono dalla comunità, non hanno da mangiare e spacciano perché non hanno soldi e alternative».
Anche il prefetto Maria Rita Cocciufa si congratula per la cattura del killer della stazione. «Voglio esprimere il mio più vivo apprezzamento per l’articolata attività di indagine, condotta unitamente dal nucleo investigativo dei carabinieri e dalla squadra mobile della questura, all’esito della quale ieri sera è stato tratto in arresto l’autore dell’omicidio avvenuto il 31 maggio scorso alla stazione storica»: queste le parole del prefetto per esprimere la propria soddisfazione per il brillante risultato conseguito dalle forze di polizia territoriali con la collaborazione della polizia francese.
«Questa operazione – ha aggiunto il prefetto – testimonia l’eccezionale capacità investigativa del personale dei carabinieri e della polizia di Stato, ai quali va il mio personale ringraziamento per l’arresto dell’autore di un fatto particolarmente grave per questo territorio, e testimonia l’efficacia del lavoro delle forze di polizia, costantemente impegnate sia sul fronte della prevenzione che, come in questo caso, della repressione dei crimini».
Anche il questore Giuseppe Maggese plaude «alla sinergia che ha consentito di raggiungere questo risultato importante al sistema sicurezza a Reggio Emilia contro un fatto inaccettabile».l
S.A.
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