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Il padre di Saman è in Italia: ora è a Rebibbia

Elisa Pederzoli
Il padre di Saman è in Italia: ora è a Rebibbia

Il caso di Novellara: dopo l’ok all’estradizione, ieri la svolta con la partenza dal Pakistan Shabbar parteciperà al processo, all’udienza dell’8 settembre in aula parlerà il figlio

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Novellara Shabbar Abbas è in Italia. Ha lasciato il Pakistan ieri pomeriggio, alle 16.15 ora italiana, ed è atterrato all’aeroporto di Roma Ciampino pochi minuto dopo mezzanotte.Adesso si trova nel carcere di Rebibbia.

Dopo mesi di attesa e rinvii in seguito all’arresto del padre di Saman, avvenuto nel novembre del 2022, ieri la svolta. Ora ad attenderlo a Reggio Emilia c’è il processo che lo vede alla sbarra accusato dell’omicidio in concorso della figlia, colpevole secondo il clan famigliare di essersi opposta al matrimonio forzato e di aver voluto scegliere da sola il proprio futuro.

L’Alta Corte pakistana il 4 luglio scorso aveva giudicato applicabile la procedura di estradizione a carico di Shabbar Abbas. A poco è valso il ricorso presentato dalla difesa per una sospensiva. Il 29 agosto dal governo pakistano è arrivato l’assenso per l’estradizione dell’arrestato che nel giro di poche ore è diventata cosa fatta. Ieri personale del servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale unitamente ai Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia, coordinati dalla procura della Repubblica di Reggio Emilia diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci, si sono recati in Pakistan dove hanno preso in consegna dalle autorità locali Shabbar Abbas. Una volta in Italia, espletate le formalità di rito, è stato preso in consegna dalla polizia penitenziaria e tradotto nella casa circondariale di Rebibbia in attesa della definitiva traduzione in un carcere emiliano a disposizione dell’autorità giudiziaria di Reggio Emilia.

Ad attenderlo c’è il processo che dopo la pausa estiva, riprenderà l’8 settembre prossimo. Con una udienza che si preannuncia carica di tensione: a deporre sarà il figlio minore di Shabbar Abbas. È il testimone chiave dell’accusa, le cui parole già fissate in un incidente probatorio dell’estate 2021, hanno permesso agli investigatori di ricostruire cosa è successo a Saman quella tragica notte. Il giovane, rappresentato dall’avvocatessa Valeria Miari, è parte civile a processo e vive in una comunità dove segue un percorso sostenuto dal Comune di Novellara, percorso che ha scelto di proseguire anche ora che è maggiorenne.

Era la mattina del 1° maggio del 2021 quando Shabbar Abbas ha lasciato Novellara con la moglie Nazia: Saman era morta da poche ore. La coppia si fece venire a prendere da un’auto che faceva servizio taxi per raggiungere Malpensa. Da Milano decollarono per raggiungere il Pakistan.

Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Reggio Emilia e del Nor della Compagnia di Guastalla, coordinate dalla procura reggiana, portarono il 20 e 28 maggio 2021 a chiedere e ottenere dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per gli allora indagati: marito e moglie, lo zio Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq.

Le ricerche svolte dai carabinieri supportati dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale permettevano di confermare la presenza del padre della vittima in Pakistan dove, in data 15 novembre 2022, veniva arrestato.

Le autorità di polizia pachistane, grazie all’attività espletata dall’esperto per l’Immigrazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, davano esecuzione alla Red Notice- Interpol (richiesta d’arresto ai fini estradizionali) inserita dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione Interpol successivamente alla commissione dei fatti.

Fu un momento cruciale per le indagini. Perchè alla notizia dell’arresto di Shabbar, il fratello Danish decise di parlare rivelando dove era stata sepolta Saman. Pochi giorni dopo il suo corpo venne trovato nella fossa scavata sotto il casolare diroccato di Strada Reatino, a poche centinaia di metri dalla cascina di via Colombo, dove Saman ha vissuto con la famiglia.

Le reazioni

 «La consegna all’Italia dell’uomo rappresenta un importantissimo risultato». Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha commentato l’estradizione di Shabbar Abbas. «Un traguardo quasi insperato, per una procedura estremamente complessa e delicata, dal valore fortemente anche simbolico e dal significato ancor maggiore in assenza di accordi bilaterali di estradizione tra Italia e Pakistan. Voglio per questo ringraziare le autorità pakistane, per aver compreso l’importanza per il nostro Paese di assicurare una piena risposta di giustizia per un delitto che ha sconvolto le nostre coscienze». Nordio ha ringraziato telefonicamente per la collaborazione nella procedura di estradizione di Shabbar Abbas il procuratore capo di Reggio Emilia Gaetano Paci e i Ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.
Anche la presidente del Cosiglio, Giorgia Meloni, è voluta intervenire. «L’estradizione dal Pakistan del padre di Saman Abbas, imputato in Italia per il selvaggio omicidio della figlia Saman, è un passo avanti importante per consentire alla giustizia di fare il suo corso. È il frutto della grande e costante determinazione dimostrata in questo caso così delicato e complesso da tutte le autorità italiane».«Determinazione, lavoro e impegno che hanno dato frutti e che, unitamente alla collaborazione mostrata dalle autorità pakistane, ci permettono ora di ottenere questo obiettivo così significativo».
«Finalmente Shabar Abbas, il padre di Saman, accusato di essere responsabile del terribile omicidio della figlia, sta per essere estradato in Italia, dove arriverà nella notte». Così commenta la parlamentare reggiana del Pd, Ilenia Malavasi, che nello scorso novembre aveva presentato, insieme al collega Andrea Rossi, un’interrogazione al ministro della Giustizia e al ministro degli Affari Esteri proprio in merito all’estradizione. «Quella è stata la mia prima interrogazione, dopo l’elezione alla Camera dei Deputati – ricorda – e per me era significativo e importante farla nel nome e nel ricordo di Saman, per renderle giustizia e per sottolineare, una volta in più, l’attenzione e la partecipazione con cui l’intero territorio reggiano aveva seguito l’intera vicenda. Avevamo sottoposto al Ministro la necessità, per quanto di competenza e in ossequio al diritto internazionale e interno, di intraprendere tutte le azioni possibili per giungere all’estradizione di Shabbar. Siamo ora soddisfatti per l’ottenuta estradizione». l
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