Gazzetta di Reggio

Reggio

Intervengono per sedare lite in casa Poliziotti aggrediti in via San Zenone

Intervengono per sedare lite in casa Poliziotti aggrediti in via San Zenone

Due agenti sono finiti al pronto soccorso: arrestati un uomo e il figliastro

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Nel primo pomeriggio di domenica la squadra volanti di Reggio Emilia è intervenuta in via San Zenone in risposta a una segnalazione giunta alla sala operativa riguardante urla e rumori intensi provenienti da una abitazione. Gli agenti, giunti sul posto in modo tempestivo, hanno udito immediatamente delle urla provenienti dall’interno dell’edificio. Dopo vari tentativi, sono riusciti ad entrare e hanno scoperto al suo interno una famiglia composta da sei sudamericani.

L’appartamento era in uno stato di completo disordine, con oggetti vari e indumenti sparsi per terra, e la porta della cucina presentava danni evidenti. In giro c’erano inoltre macchie di sangue.

Nel corso delle operazioni di identificazione, è emerso che la richiesta di intervento era stata causata da una violenta lite tra due membri della famiglia, motivata da questioni legate alla convivenza. Durante la procedura, il padre di 47 anni e il figliastro di 24 anni hanno ripreso a litigare, scambiandosi pugni e calci.

Gli agenti hanno cercato di separare i contendenti, ma nonostante i ripetuti inviti a calmarsi, entrambi hanno continuato a manifestare rabbia, attaccando anche gli agenti con pugni al volto e agli arti superiori.

Grazie all’arrivo tempestivo di ulteriori unità di polizia, è stato possibile separare i due parenti e riportare la calma.

Gli agenti coinvolti sono poi stati trasportati al pronto soccorso per le cure necessarie. Al termine delle valutazioni mediche, sono stati dimessi con una prognosi di 5 giorni.

Dopo le procedure di rito padre e figliastro sono stati arrestati con l’accusa di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri mattina i due sudamericani sono comparsi in tribunale, difesi dalle avvocate Gisella Mesoraca e Debora Corradini. Di fronte al giudice Sarah Iusto si sono giustificati dicendo che non volevano colpire gli agenti e di averlo fatto soltanto a causa dell’eccessiva foga. Il pm ha chiesto la custodia in carcere, mentre i legali una misura meno afflittiva. Il giudice li ha liberati con obbligo di firma, in attesa del processo. l

J. D.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google