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I problemi della viabilità

Incubo via Emilia: «Non se ne può più di smog e traffico»

Ambra Prati
Incubo via Emilia: «Non se ne può più di smog e traffico»

Reggio Emilia Dopo l’ennesima giornata di caos e disagi, insorge il comitato delle frazioni di Cella, Gaida e Cadè: «Un copione che si ripete»

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Reggio Emilia U’altra giornata di caos, sul fronte mobilità. Da un lato il trasporto pubblico, che rischia la paralisi a causa della carenza di autisti; dall’altro lato gli spostamenti in macchina, diventati un’odissea a causa di una serie di incidenti – in primis in autostrada – che per l’ennesima volta hanno trasformato la via Emilia in un unico lungo serpentone di veicoli fermi.

«Come ormai accade da tempo, anche ieri la via Emilia in direzione di Reggio, nel tratto Calerno-Corte Tegge, è rimasta bloccata a causa di un incidente sull’A1 e in seguito, sempre nella stessa mattinata, un tamponamento all’altezza di Gaida ha nuovamente provocato lunghi incolonnamenti verso Parma. Non se ne può più, serve la via Emilia bis», tuona il comitato delle tre frazioni di Cella, Cadè e Gaida, che da tempo si batte per una viabilità alternativa: quella via Emilia bis, parallela alla ferrovia e al tracciato romano, di cui si parla da decenni ma che resta ancora un miraggio.

Mentre il casello Terre di Canossa-Campegine era nel caos, con un fiume di Tir che uscivano dall’autostrada riversandosi sulla viabilità ordinaria, un paio d’ore dopo un tamponamento a Gaida ha reso ancor più impraticabile la via Emilia, con i pendolari costretti a un viaggio della speranza per recarsi al lavoro.

Una situazione insostenibile che si ripresenta puntualmente ogni volta che l’autostrada è inservibile, come sottolinea il comitato delle tre frazioni, nient’affatto soddisfatto della Variante Nord in costruzione (sei chilometri realizzati da Anas da San Prospero Strinati a Corte Tegge, termine del cantiere previsto per il 2025) che alleggerirà il traffico cittadino dell’area ovest ma terminerà sempre alla rotatoria di Corte Tegge, provocando l’ennesimo “effetto imbuto” su una via Emilia da tempo strangolata dallo smog e dal passaggio di ben 19mila veicoli al giorno.

«La sera del 15 novembre a Cavazzoli, al Circolo Rondò, si è tenuta un’importante assemblea pubblica sul tema Tangenziale Nord alla presenza del sindaco Luca Vecchi, dell’assessore Nicola Tria e del dirigente comunale David Zilioli – scrive il comitato –. Visto il tema per noi così decisivo per il benessere futuro dei nostri paesi attanagliati dal traffico, abbiamo partecipato ascoltando in silenzio la presentazione, con gli striscioni in mano, dopo il silenzio indifferente e assordante che è seguito alla pubblicazione un mese fa dei documenti da noi raccolti tramite la richiesta di accesso agli atti fatta a Regione, Anas e Comune».

Durante la serata il sindaco, parlando di via Emilia Bis, ha detto che «il Comune ha affidato lo studio di fattibilità» per il tratto mancante di variante alla via Emilia, fino a Calerno. «Questo studio di fattibilità doveva essere pronto a gennaio 2023. Ci chiediamo perché non sia già stato consegnato e perché il Comune non si adoperi per accelerare i tempi. Inoltre lo studio è in realtà un aggiornamento di quello fatto con cura nel 2009 dalla giunta di Graziano Delrio, che non solo scelse di far fare lo studio di fattibilità, ma diede l’incarico e pagò il Caire anche per il progetto definitivo. È proprio grazie a quel lavoro prezioso di progettazione che la tangenziale nord è stata finanziata da Anas nel 2015. Perciò l’attuale giunta può scegliere di non fare le cose, ma non deve addossare la responsabilità ad altri se le opere rimangono ferme».

Dagli atti inviati da Anas risulta che «le varianti alla via Emilia, tra cui la nostra, risultano da finanziare. La Regione ha segnalato che purtroppo mancano dei progetti di fattibilità aggiornati. Pertanto manca la parte di lavoro che l’amministrazione dei due mandati Vecchi non ha voluto portare avanti. Se non si progetta la via Emilia bis non procederà».

Nel Dup (Documento unico di programmazione) del 2024-2026, che il consiglio comunale è prossimo ad approvare, il comitato si augura che «siano previsti i finanziamenti per la progettazione di questa variante. Se così non fosse, sarà la realtà a mettere la politica degli ultimi dieci anni di fronte ai propri errori e alle proprie scelte drammaticamente deficitarie per la collettività».  

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