Reggio Emilia, pastore evangelico nigeriano interviene in una rissa e rifila una testata
L’accusa: «Sei razzista». Il vicino pestato: «Lei dovrebbe portare la pace»
Reggio Emilia «Sei un uomo religioso, dovresti portare la pace». La battuta, recepita come una provocazione, è costata cara a un siciliano di 54 anni che, rivolgendosi così al vicino di casa inseritosi nel bel mezzo di una lite condominiale, ha ricevuto dal pastore di una chiesa evangelica cittadina una testata in testa e due denti spaccati. L’episodio è finito in tribunale, dove ieri davanti al giudice di pace si è aperto il processo per lesioni personali a carico di un nigeriano 50enne.
Il 18 settembre 2020, in una palazzina situata in una laterale di viale Risorgimento in zona ospedale, scoppia un litigio per futili motivi tra due condomini tra i quali da tempo non correva buon sangue. Come ha riferito agli atti la parte offesa quel giorno, «alle 15 circa, dopo aver pranzato con la mia compagna, ci mettiamo a letto per riposare, quando dal piano di sopra si sentono dei rumori». Il rumoroso condomino è un bulgaro che già in precedenza è stato redarguito dal 54enne.
Quest’ultimo prova «a battere dei colpi, per vedere se capiva di smetterla, ma non ricevendo alcuna risposta, per evitare di innervosirmi, esco di casa e vado in cortile a pulire la mia macchina». Si accende il diverbio: il bulgaro, affacciatosi sul balcone, inizia a filmare con il telefonino il siciliano. «Sul balcone lui e la sua compagna mi indicano deridendomi e continuando a riprendere con il cellulare». I contendenti si mettono a urlare, attirando altri residenti che, come comparse, si affacciano e assistono: insomma finisce in una vera e propria “camurrìa”. È a questo punto che il nigeriano, «che nessuno aveva interpellato – prosegue il 54enne – si affaccia alla finestra dell’appartamento al primo piano e inizia a inveire» per il putiferio in corso. «A lui, conoscendolo come pastore della chiesa evangelica, dico che da pastore deve essere lui a portare la pace invece di inveire e istigare. Lui risponde con un “Sei un razzista!”, scende giù, si dirige verso di me e, senza proferire parola, mi tira una testata al volto facendomi cadere all’indietro». Il pastore «inizia subito a dire a voce alta di non aver fatto nulla, mentre io sentendomi qualcosa in bocca tocco i denti, sento che sono rotti e sputo sangue. L’altro continua a dire di non aver fatto nulla», ma poco dopo giunge la polizia e l’ambulanza. Il 54enne finisce al pronto soccorso per un trauma facciale guaribile in sette giorni e poi sporge denuncia (il procedimento si svolge davanti al giudice di pace proprio perché le lesioni sono inferiori ai venti giorni).
Ieri, davanti al dottor Domenico Rosati, è iniziato il processo a carico del religioso che, difeso dall’avvocato Francesco Arlotti, nega l’addebito, mentre l’avvocato del 54enne, Costantino Diana, ritiene di poter dimostrare le lesioni. In aula sono stati sentiti i primi due condomini testimoni, che hanno sostanzialmente confermato la versione del 54enne.
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