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Sicurezza, arrivano i rinforzi per i carabinieri di Reggio Emilia

Sicurezza, arrivano i rinforzi per i carabinieri di Reggio Emilia

In arrivo 41 giovani militari nella nostra provincia

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Reggio Emilia 41 nuovi carabinieri, di cui 14 donne, sono stati assegnati nel territorio di Reggio Emilia e provincia. Si tratta di giovani militari che hanno seguito un intenso percorso formativo comune di base, per poi specializzarsi a seconda della successiva destinazione territoriale. Tutti sono stati formati nelle scuole dell’Arma dei carabinieri di Torino, Velletri, Campobasso, Iglesias, Reggio Calabria. I nuovi carabinieri assegnati anche ai presidi territoriali della provincia contribuiranno ad accrescere i livelli di sicurezza garantendo rassicurazione sociale delle comunità. L’incremento delle unità consentirà di garantire anche la recente revisione degli orari di apertura delle caserme che sono stati incrementati con il fine di garantire una ancor più ampia possibilità per i cittadini di trovare nelle caserme un punto di riferimento. I reparti alimentati con le nuove risorse sono stati scelti dal comandante della legione. Le nuove unità sono state assegnate lungo la dorsale appenninica, per consolidare la presenza dello Stato anche in aree isolate, spesso di difficile raggiungimento, soprattutto in caso di avversità atmosferiche e non estranee ai rischi di possibili infiltrazioni di soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica e monitorarne la presenza; nel comprensorio ceramico e nei comuni limitrofi del capoluogo reggiano e dei centri maggiori, per contrastare i fenomeni di criminalità predatoria, quelli legati al traffico di sostanze stupefacenti e di altri reati che destano maggiore allarme sociale, spesso rivolti in danno delle cosiddette “fasce deboli” lungo l’area della cosiddetta bassa reggiana ugualmente interessata ai fenomeni delittuosi quali lo spaccio e i reati contro il patrimonio e il capoluogo reggiano avuto riguardo alla stazione di Corso Cairoli e di via Adua. Importante anche l’assegnazione di una buona quota di personale femminile che sarà impiegata con priorità rispetto ai reati rientranti nella sfera del codice rosso per far sì che le vittime, grazie anche agli ambienti creati a Reggio Emilia e provincia nell’ambito del progetto denominato “Una stanza tutta per sé”, siano adeguatamente sostenute nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi alle forze dell’ordine e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona. Si tratta di attenzioni messe in atto al fine di consentire alla donna vittima di tali reati di sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute.

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