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Reggio Emilia, 60 anziani truffati in un anno: in media uno alla settimana

Ambra Prati
Reggio Emilia, 60 anziani truffati in un anno: in media uno alla settimana

Altro colpo riuscito: ora spunta anche il raggiro dei muratori

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Reggio Emilia Da inizio anno, solo in città, sono state messe a segno sessanta truffe agli anziani: la media è di una alla settimana. Senza contare quelle avvenute in provincia e quelle sventate, magari perché per puro caso di fianco alla pensionata c’è la figlia: com’è accaduto giovedì scorso in via Adua, quando la figlia ha avvisato subito il 113 e la polizia è riuscita a seguire “in diretta” la truffa e ad arrestare – mentre il mandante era ancora al telefono con l’82enne – l’esattore, un 18enne napoletano incensurato in trasferta.

La statistica dice che il picco delle truffe si raggiunge in estate, quando i familiari dei pensionati sono in vacanza magari all’estero, e durante le festività natalizie.

Un altro episodio a inizio settimana è stato messo a segno grazie a un nuovo stratagemma: quello dei “muratori in casa”. È accaduto in zona stazione, dove a bussare alla porta di un’ottantenne che vive sola è stata una coppia: l’uomo e la donna, vestiti in modo distinto, hanno raccontato di essere amici della figlia della pensionata e di essersi accordati con la familiare per risolvere il problema dei muratori. Fingendo stupore del fatto che la pensionata non sapesse nulla, la coppia ha raccontato una bufala piuttosto sottile: «Stiamo ristrutturando casa nostra, ci sono muratori ovunque, vorremmo mettere al sicuro i nostri preziosi e sua figlia ci ha offerto la sua disponibilità. Ci fa vedere dove possiamo nascondere questi monili d’oro?». Ovviamente si trattava di una trappola per sapere dove la residente tenesse i suoi oggetti preziosi, non il contrario: difatti l’ottantenne, imbottita di chiacchiere e fiduciosa grazie ai numerosi riferimenti personali che facevano presupporre una effettiva conoscenza, ha portato i malviventi dritti dove lei nascondeva i monili d’oro ricordi di famiglia. A quel punto è bastato che uno distraesse l’anziana, mentre l’altro fingeva di riporre i suoi averi, per far sparire gioielli per un valore di duemila euro, andandosene rapidamente. Quando la povera pensionata è rimasta sola ha compreso che qualcosa non tornava: e ha avvisato la polizia, purtroppo giunta troppo tardi.

È la prima volta che questo stratagemma viene utilizzato nella nostra città. Ma la fantasia dei malviventi è quasi infinita e prevede un ampio repertorio pronto all’uso. È un sempreverde il finto avvocato: un signore dai modi gentili che si presenta come un avvocato e dice che vostro figlio o nipote è responsabile di un incidente e che per non avere guai con la giustizia c’è bisogno subito di soldi in contanti. Necessita dell’azione sul posto di due persone la truffa delle false pietre preziose: uno sconosciuto si finge straniero, per un’urgenza deve raggiungere il Paese d’origine ma non ha soldi liquidi per il viaggio, perciò ferma una signora per strada e cerca di venderle un anello o delle pietre preziose che a suo dire valgono molto di più ma è disposto a svenderle vista l’urgenza. In quel momento passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere e mostra tanto di lente per controllare le pietre: dopo un breve controllo, subito si offre di comprarle per 5mila euro, ma lo straniero mostra simpatia per l’anziana e insiste affinché sia lei a comprarle per appena 2-3mila euro. Un classico natalizio è la falsa beneficenza: uno sconosciuto si finge un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Quello dei falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap è un metodo datato eppure attuale: i finti tecnici in questi casi si presentano alla porta e, con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica, il contatore del gas o della luce, entrano in casa distraendo l’anziano e sottraendo oggetti di valore.


 

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