Residenti contro le buche: «Via Rossi è una groviera»
Reggio Emilia: sotto accusa la mancata asfaltatura definitiva. «Grave rischio per la nostra incolumità e un danno per i mezzi»
Reggio Emilia «La nostra strada è una groviera ormai da anni e anni: chiediamo al Comune cosa intenda fare e com’è classificata la strada, per capire, nel caso non sia pubblica, a chi possiamo rivolgerci per farla sistemare». C’è chi è caduto, facendosi male, e chi ha dovuto spendere migliaia di euro per riparare i danni all’auto.
Sono di nuovo sul piede di guerra i residenti di via Cesare Rossi, al Ghiardello. La strada è incastonata tra Quattro Castella, Reggio Emilia e il casello e loro sono costretti a prestare più che la solita attenzione nell’uscire di casa.
Via Cesare Rossi, infatti, è l’ultima via di Reggio Emilia prima di Quattro Castella. E i residenti si sentono da tempo ultimi in ordine di considerazione da parte dell’autorità amministrativa. Chiedono, q uindi, di essere ascoltati nel loro appello affinché si trovi una soluzione definitiva.
Le buche hanno raggiunto una profondità intollerabile per coloro che abitano in quella strada, che vedono la propria incolumità messa a repentaglio per la mancata risoluzione definitiva del problema. Le sistemazioni provvisorie, infatti, non sono state sufficienti e, anzi, con il passare del tempo il materiale bituminoso si è addensato ai lati della strada, ostacolando ulteriormente la viabilità per chi si trova ad attraversarla.
«Noi vorremmo risposte: da tempo ci interfacciamo con il Comune per chiedere che si appronti un intervento definitivo che appiani le voragini in cui ci imbattiamo appena usciamo di casa. Per ora non abbiamo riscontrato alcuna reazione risolutiva da parte dell’amministrazione e siamo stanchi».
I residenti chiedono chiarezza sulla via. «Noi paghiamo circa 100 euro all’anno di passo carraio: se è privata perché versiamo questa somma? Vorremmo sapere con certezza se la strada è privata, pubblica o privata a uso pubblico perché una risposta definitiva, al di là di quanto possiamo intuire, non l’abbiamo ancora ottenuta – proseguono –. La strada è in un centro abitato. Vorremmo capire dove sta l’inghippo. Non capiamo, poi, perché venga effettuata la manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica, ma non si interviene per ripianare le buche. Se si cade, com’è già successo, e ci si fa male, chi ne risponde?».
«Non appena usciamo di casa, se piove, ci troviamo immersi nelle pozzanghere: fuori di casa c’è un lago – raccontano ancora –. I rattoppi si disperdono lungo la strada e si intravede com’è era la via prima della sistemazione provvisoria. Insomma, un grande pasticcio pericoloso per la nostra incolumità e dispendioso dal punto di vista economico per le nostre auto, inevitabilmente danneggiate quando finiscono sopra queste voragini a cielo aperto».
I residenti misurano con il metro la profondità delle buche: il risultato è di parecchi centimetri e, quando lo spazio si riempie d’acqua, non si riesce a intravedere il fondo né, pertanto, a chiarire quanto possa essere pericolosa la buca.
«Siamo, da tempo, dimenticati dal Comune, che si ricorda di noi solo quando si tratta di pagare i 100 euro del passo carraio – dice che abita in via Rossi –. Nel frattempo, il valore delle nostre case si deprezza e rischiamo ogni giorno, dovendo fare lo slalom tra le buche gigantesche per rientrare nelle nostre case o per uscirne».
Il problema persiste da una ventina d’anni e i residenti non si rassegnano: vogliono una soluzione.
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