Le fiamme divorano la Casa del Tibet, inagibile una mansarda
L’edificio è utilizzato per ospitare i monaci di passaggio
Canossa. «Siamo ancora sotto choc per l’incendio che ha portato via una parte del tetto della mansarda di uno degli edifici».
È ancora provato per la scena alla quale ha assistito poche ore prima, per la precisione, nella tarda serata di sabato, il dottor Stefano Dallari, fondatore e presidente della Casa del Tibet di Votigno, il suggestivo borgo incastonato nell’Appennino, meta di visite su scala internazionale.
Le fiamme sono state sprigionate dalla canna fumaria e si sono estese a una porzione di tetto in legno dell’edificio collocato sulla destra, rispetto all’ingresso del borgo. La mansarda di cui è arsa la copertura viene utilizzata per ospitare i monaci tibetani di passaggio e, talvolta, la nipote del fondatore della Casa del Tibet. Sono cinque le squadre dei vigili del fuoco intervenute alle 23, rimaste al lavoro fino a notte inoltrata.
«Il surriscaldamento del camino ha portato via anche parte del tetto – commenta Dallari –. L’allarme è stato dato da Patrizia (Patrizia Audisio, che si occupa dell’accoglienza, ndr), perché vive qui ed è stata chiamata subito. Ha allertato immediatamente i vigili del fuoco che sono stati bravissimi, arrivando con gli automezzi necessari in modo tempestivo. A Votigno sono arrivati anche un’ambulanza e i carabinieri. Ci teniamo a sottolineare che l’intervento delle autorità locali è stato davvero molto veloce e così siamo stati aiutati a contenere i danni».
Una volta avvisato dell’accaduto, Dallari si è precipitato a Votigno.
A dare una mano è arrivata anche la coppia di tibetani che solitamente si incontra all’ingresso del paese. L’incendio è infatti divampato in un’area distante da quel punto.
«Ora come ora diventa difficile quantificare il danno e occorre valutare diversi aspetti, ma se parliamo di migliaia di euro non andiamo molto lontani – aggiunge Dallari –. Diversi metri quadrati di copertura del tetto se ne sono andati, in più è stato danneggiato anche il parquet, insieme agli infissi e ai vetri. Stiamo monitorando la situazione per verificare come e quando potremo intervenire».
L’incendio, come detto, è di natura accidentale e non interferisce con le attività del borgo, che si svolgono in luoghi non intaccati dalle fiamme.
Il rogo non ha provocato feriti e diverse persone si sono raccolte intorno a chi gestisce la Casa del Tibet per dare una mano a ripristinare la situazione dopo l’incendio. Numerose, infatti, sono le manifestazioni di solidarietà da parte dei tanti che si sono avvicinati a questa piccola oasi di tranquillità tra le montagne dell’Appennino.
«Abbiamo tutti gli amici intorno: pur nella situazione negativa, si è innescata una grande catena di solidarietà – conferma Dallari –. Sono arrivati diversi amici e abbiamo ricevuto attestati di vicinanza da parecchie persone. Confermiamo che le attività del borgo continuano a svolgersi normalmente».
La mansarda danneggiata, attualmente, è impraticabile.
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